Carmignac a Roma e Milano per parlare di scelte d’investimento

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Maria Paulucci di Maria Paulucci 27 Settembre 2017 | 09:08
Nella Capitale d’Italia l’incontro si svolge il 3 ottobre, mentre nella capitale finanziaria l’evento si tiene mercoledì 4 ottobre.

Tornano gli Investment Seminar di Carmignac, organizzati in tutta Italia per parlare di mercati e di strategie di investimentoDidier SAINT-GEORGES con i professionisti della finanza. Due dei prossimi appuntamenti sono in programma a Roma e a Milano: nella Capitale d’Italia l’incontro si svolge il 3 ottobre a partire dalle 10.30 presso il The Westin Excelsior, in via Vittorio Veneto 125, mentre nella capitale finanziaria l’evento si tiene mercoledì 4 ottobre dalle 10.30 a Palazzo Parigi, in corso di Porta Nuova 1. Bluerating.com ha sentito Didier Saint-Georges (nella foto), managing director e membro del comitato investimenti di Carmignac, per fargli qualche domanda sulle scelte di investimento della società.

Qual è la vostra view sui mercati azionari?
Dopo l’estate abbiamo avviato una graduale riduzione del peso dei titoli ciclici per far fronte alla volatilità che si è ripresentata con forza sui mercati azionari ad agosto, alimentata dai timori geopolitici. In particolare, abbiamo ridotto le posizioni sulle compagnie aeree statunitensi, chiuso le posizioni sui titoli corporate finanziari giapponesi e realizzato importanti prese di profitto sui titoli bancari europei. Queste liquidazioni sono state effettuate senza reinvestimenti e quindi l’esposizione azionaria nella nostra strategia globale è leggermente diminuita.

Per quanto riguarda le obbligazioni?
La nostra strategia sui tassi dopo l’estate è rimasta complessivamente invariata. Abbiamo proseguito la ricerca selettiva del rendimento in segmenti quali il debito locale emergente – in particolare in Brasile e Russia – o i titoli di Stato italiani e ci siamo mantenuti prudenti sulla liquidità dei titoli corporate, aumentando le posizioni in titoli di qualità e con scadenze brevi. Ci prepariamo ai possibili contraccolpi della progressiva normalizzazione della politica monetaria della Bce. L’inflazione moderata incoraggia infatti una forma di autocompiacimento da parte degli investitori quanto al mantenimento di politiche monetarie accomodanti, mentre le banche centrali mondiali saranno sempre più costrette a procedere a un inasprimento. Infine, ci premuniamo contro lo shock che potrebbe determinare una ripresa brutale dei tassi tedeschi mantenendo le posizioni sell sui titoli di Stato del Paese.

E le valute?
La progressione ininterrotta dell’euro cominciata alla fine del primo trimestre è proseguita ad agosto. Questa dinamica riflette innanzitutto la debolezza del dollaro Usa che ha anche perso il suo status di valuta rifugio, come testimonia l’accelerazione dell’apprezzamento della moneta europea in occasione delle tensioni geopolitiche legate alla Corea del Nord. La nostra strategia valutaria ha quindi logicamente continuato a privilegiare la moneta unica e confermato le posizioni sell sulla sterlina inglese. Quest’ultima ha significativamente contribuito alla performance della componente valutaria dei nostri fondi dopo l’accelerazione al ribasso della valuta britannica avvenuta a luglio e agosto.

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