Domori, la fabbrica di cioccolato italiana lancia i suoi minibond

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Avatar di Hillary Di Lernia 6 Novembre 2020 | 16:07

Domori, la “fabbrica di cioccolato” italiana, affronta per la prima volta i mercati finanziari. Entro la fine del 2020 la società del gruppo illy emetterà un’offerta di minibond per un importo fino a 5 milioni di euro, destinata ai soli investitori istituzionali, con una cedola fissa tra il 3,5% e il 4%.

Spiega a Bluerating Andrea Macchione (nella foto), amministratore delegato di Domori: “L’idea di uno strumento finanziario così innovativo è nata a fronte dell’opportunità promossa dal Governo italiano di poter beneficiare della garanzia dello Stato nella richiesta di finanziamenti a supporto della liquidità delle aziende in un periodo di emergenza come quello che stiamo vivendo.” Precisa Macchione: “Insieme al nostro advisor Bper Banca abbiamo quindi pensato di accedere a queste condizioni favorevoli, applicandole all’emissione di un minibond”.

Il bond avrà un taglio minimo da 100mila euro e sarà sottoscrivibile esclusivamente da investitori istituzionali, come banche, sgr, assicurazioni, fondi. Inoltre, avrà un valore facciale a tasso fisso tra il 3,5 e il 4% e una durata di 6 anni (la scadenza è fissata a dicembre 2026), con garanzia MCC. Il bond avrà una struttura bullet.

Sottolinea Macchione: “Questa tipologia di bond ha il vantaggio di prevedere l’intero pagamento del capitale alla scadenza dell’obbligazione. Altri punti di forza di questo strumento finanziario sono la garanzia pubblica fino al 90% e un tasso di rendimento più alto rispetto a un titolo di Stato”.

L’operazione, inedita nel settore super premium del cioccolato, si inserisce in un percorso di crescita della società, che è stato costante e progressivo dall’ingresso del Brand nel gruppo illy nel 2006. Domori ha chiuso il 2019 con oltre 19,5 milioni di ricavi, con un EBITDA da 680 mila euro e per la prima volta con utile netto positivo di 22 mila euro.

Aggiunge Macchione: “Anche per il 2020, il trend dell’azienda si conferma incoraggiante, nonostante le difficili circostanze. Al 30 settembre scorso, infatti, l’azienda ha registrato solo un ritardo del 5% sulle vendite rispetto all’anno precedente, che contiamo di recuperare nell’ultimo trimestre, il più importante dell’anno per il nostro settore.”

E’ la prima volta che una società del gruppo illy si apre al mercato dei capitali: una decisione che è coerente con la strategia di valorizzazione di tutte le attività extra caffè, culminata lo scorso anno (2019) nella nascita del “Polo del Gusto”, la sub-holding del gruppo, presieduta da Riccardo Illy, che raccoglie tutti i brand extra caffè. Domori unisce alcuni fattori decisivi per il confronto con gli investitori: oltre la crescita costante, l’internazionalizzazione, la rigorosa attenzione alla sostenibilità e l’alto tasso di innovazione, sia nella coltivazione diretta del cacao che nei processi di lavorazione del cioccolato.

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