Anima e Poste progettano il terzo polo del risparmio gestito

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di Andrea Telara 14 Novembre 2016 | 09:29
Le due società sono in lizza per acquisire Pioneer. In caso di vittoria, nascerebbe un grande player con 214 miliardi di euro di masse gestite, alle spalle di Generali e Intesa Sanpaolo.

TERZO POLO – Circa 214 miliardi di euro di masse gestite. E’ la “potenza di fuoco” del nuovo polo del risparmio gestito italiano che nascerebbe dall’eventuale acquisizione di Pioneer da parte della cordata Poste-Anima-Cdp. Si tratterebbe del terzo operatore italiano del settore alle spalle di Generali (475 miliardi) e Intesa Sanpaolo (367 miliardi). Secondo l’inserto di Repubblica Affari&Finanza (che riporta le ipotesi di Gian Luca Ferrari, analista di Mediobanca), per l’acquisizione di Pioneer potrebbe essere creata una società-veicolo (newco) con una dotazione di 3,5 miliardi di euro. Circa 1.8 miliardi li metterebbe Poste, altri 600 milioni Anima, mentre l’apporto della Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) è stimato da Ferrari attorno a 300 milioni di euro. Il resto potrebbe arrivare dall’indebitamento e da un’alleanza con Aberdeen, società di asset management scozzese che ha interesse a rilevare una fetta di Pioneer, quella rappresentata dalle attività statunitensi della società.

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