GAM: BoJ e Trump trainano il listino giapponese

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di Chiara Merico 21 Dicembre 2016 | 08:34
Osservando i driver degli utili societari a livello di indice, vale la pena sottolineare che i titoli del settore finanziario restano un elemento di contribuzione molto importante, spiega Ernst Glanzmann.

OUTLOOK IN MIGLIORAMENTO – L’outlook per l’azionario giapponese è migliorato in maniera significativa da quando la BoJ ha deciso di mettere una soglia minima ai rendimenti delle obbligazioni governative, mentre l’esito elettorale negli USA ha generato una dose di euforia aggiuntiva tra gli investitori, spiega Ernst Glanzmann, responsabile delle strategie azionarie per il Giappone di GAM. I titoli con un beta elevato hanno registrato performance molto solide in un contesto favorevole al rischio. Osservando i driver degli utili societari a livello di indice, vale la pena sottolineare che i titoli del settore finanziario restano un elemento di contribuzione molto importante per gli utili. E tutto ciò è discordante rispetto al flusso di notizie che ruota intorno alle banche europee ad esempio, che stanno facendo fatica a generare utili considerevoli. Il settore dei consumi discrezionali, rappresentati in special modo dai produttori di automobili, è forte in egual misura e tenuto a galla dalle vendite inelastiche negli Stati Uniti e in Cina, a fronte di una domanda di automobili in India che sta acquisendo sempre maggiore importanza. Sulla strada giusta ci sono anche gli industriali che, in maniera simile a quanto accade nel settore dei consumi discrezionali, sono abbastanza sensibili alle oscillazioni valutarie. Dal momento che lo yen ha iniziato a indebolirsi rispetto ad un dollaro in rafforzamento, ci aspetteremmo che i risultati in valuta locale siano sostenuti dall’effetto di traslazione sui trimestri successivi. Ma anche gli utili corretti per gli effetti valutari sono ancora in crescita, elemento che trova riscontro nelle società europee ed americane così come nei dati PMI.

LE AREE IN RECUPERO – Sono le aree più legate alle condizioni economiche globali, come ad esempio quello dei macchinari, con sotto-settori quali l’equipaggiamento per le costruzioni e l’estrattivo che stanno recuperando in maniera significativa, e con quest’ultimo che trae vantaggio da una risalita del prezzo delle materie prime, aggiunge Glanzmann. Ci aspettiamo di vedere una ripresa degli ordini all’industria alla luce del persistere di un contesto più favorevole. Da un punto di vista bottom-up, continuiamo a osservare solidi dati di vendita dal mercato residenziale domestico in Cina per il produttore di condizionatori Daikin, che ha una solida posizione grazie ai suoi prodotti di elevata qualità e alla sua rete di distributori. Il produttore di sensori Keyence è un’altra società che sta prosperando oltre oceano, con una crescita delle vendite superiore al 20% su base annua in Europa dovuta all’espansione della sua rete di vendita. Guardando le valutazioni, il Giappone resta significativamente più conveniente rispetto al resto del mondo sulla base dei multipli prezzo/utile. Sebbene permanga una certa volatilità nel tempo, questi multipli in Giappone sono essenzialmente rimasti invariati dal 2012, mentre nel resto del molto delineano un trend in aumento dal 2011. Ciò significa che il mercato è molto orientato al breve termine, controllando gli utili molto da vicino con i relativi movimenti di prezzo. Non è ancora chiaro se il mercato troverà la fiducia per concentrarsi sull’abilità delle società giapponesi di aumentare gli utili nel lungo periodo, un fattore che permetterebbe la costruzione di un premio di valutazione simile a quello riflesso nel prezzo delle azioni globali.

CRESCITA RISTAGNANTE – Una ragione menzionata spesso dagli investitori a sostegno del proprio scetticismo sugli investimenti in Giappone è la crescita ristagnante del paese. Il prodotto interno lordo nominale è rimasto vicino ai 500 trilioni di Yen dal 2000. Segnali molto più interessanti e incoraggianti, tuttavia, come le vendite, mostrano un dato in crescita costante per le società pubbliche del paese. Queste sono cresciute a un tasso composto annuo del 5,1% circa dal 1982 al 2016, grazie alla continua espansione all’estero. Questo dato va raffrontato a una crescita del prodotto interno lordo nominale del 2,2% nello stesso periodo. Ancora più lampante è il raffronto con la dinamica degli utili. La società media giapponese è riuscita a far crescere i propri utili a livello di EBITDA dell’8% all’anno dal 1982. Per noi, questo mostra che la crescita degli utili è sostenibili, e la nostra analisi bottom-up, così come gli incontri con i team di gestione delle stesse società, non mostrano alcun segno di rallentamento di questo trend e, anche per il futuro, ci aspettiamo che la crescita degli utili si attesti tra il 6% e l’8%, conclude Glanzmann.

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