Tre anni di crescita per Enel in borsa, ma il bello potrebbe ancora venire

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di Luca Spoldi 21 Novembre 2017 | 15:46

STARACE HA PORTATO BENE A ENEL

E’ da sempre considerato uno dei titoli più “solidi” di Piazza Affari, ma Enel da quando è guidato da Francesco Starace è stato anche uno dei titoli che hanno dato maggiori soddisfazioni agli investitori sotto il profilo dei capital gain. Starace venne nominato amministratore delegato dell’ex monopolista elettrico italiano il 4 maggio 2014: da allora il titolo Enel ha guadagnato quasi il 77%, mentre l’indice Ftse Mib della borsa di Milano non è andato oltre un rialzo del 4%.

CONFRONTO VINCENTE ANCHE IN EUROPA

Ancora meglio il confronto tra il titolo energetico italiano e l’indice di settore Stoxx 600 Utilities è rimasto stabile (+0,6%), peraltro battendo lo Stoxx Europe Oil & Gas, che complice la guerra sui prezzi del petrolio ha accusato nel periodo il 14,73%. Anche volendo ampliare il confronto alle maggiori capitalizzazioni di tutti i principali listini europei il risultato non cambia, anche se il gap si riduce: l’indice Stoxx Europe 600 ha infatti guadagnato il 14,4% nell’arco di tempo considerato, facendo dunque meglio sia dell’indice settoriale sia di Piazza Affari, ma restando comunque nettamente staccato rispetto ad Enel.

PIACE IL NUOVO PIANO INDUSTRIALE

Un gap che potrebbe ulteriormente crescere, visto che il rialzo odierno segue la presentazione del nuovo piano industriale 2018-2020 che è piaciuta ad analisti e mercato. Il piano in particolare prevede investimenti per 5,3 miliardi (in crescita di 600 milioni al piano precedente) nell’ambito della digitalizzazione, un rinnovato focus sul cliente con nuovi servizi di “global e-solution”, una maggiore efficienza operativa (previsti 1,2 miliardi di euro di risparmio di costi al 2020) e una semplificazione del gruppo con 2,8 miliardi da investire nell’acquisto di minorities (rispetto ai 2 miliardi del piano precedente) e possibilità confermata di 2 miliardi di buyback entro il novembre 2018.

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