Siete pronti per un 2018 da incubo tra tasse e Iva?

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di Maria Paulucci 23 Febbraio 2017 | 08:50

I governi Monti, Letta e Renzi hanno sempre fatto slittare le clausole di salvaguardia chieste (anzi pretese) dall’Europa a causa degli scostamenti delle varie leggi di bilancio italiane rispetto ai parametri europei. Che significa? Che il prossimo presidente del Consiglio sarà chiamato a trovare 19 miliardi nella manovra per il 2018 e 23 miliardi nella manovra per il 2019. Altrimenti scatteranno le clausole di salvaguardia. Dove troverà quei soldi? Facendo tagli oppure imponendo nuove tasse: infatti non potremo più rinviare l’aumento dell’Iva emettendo altro debito perché dobbiamo ridurre fino ad azzerarlo nel 2019 il deficit strutturale di bilancio.

In particolare, “l’anno prossimo, nella manovra per il 2018, la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia ci costerà 19,5 miliardi: 6,9 miliardi per evitare l’aumento dell’Iva agevolata dal 10 al 13%, e 12,2 miliardi per evitare che l’Iva ordinaria passi dal 22 al 25%. Nella manovra del 2018 per il 2019 la sterilizzazione ci costerà 23,2 miliardi. Non solo 6,9 miliardi per evitare l’aumento dell’Iva agevolata dal 10 al 13%, non solo 12,2 miliardi per evitare che l’Iva ordinaria passi dal 22 al 25%: questi sono i costi per sterilizzare le clausole precedenti. Si aggiungeranno nuove clausole: nel 2018 serviranno altri 3,6 miliardi per evitare che l’Iva arrivi dal 25 al 25,9%”.

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