Pandemia può creare nuove opportunità per le startup

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di Luca Spoldi 11 Maggio 2020 | 16:02

Startup: Botha ottimista

Che la crisi attuale abbia portato ad una “gelata” degli investimenti in startup (anche in Italia) è cosa nota, ma Roelof Botha, venture capitalist di origine sudafricano partner di Sequoia (colosso del settore che in questi mesi sta puntando in particolare su Zoom), per qui ha seguito gli investimenti effettuati a suo tempo in società divenute poi famose come Youtube, Instagram e Square, è ottimista sulle opportunità che la pandemia ha creato per le aziende in una varietà di settori, tra cui l’assistenza sanitaria, il cloud computing, le attività sociali e altri.

Nella fase iniziale serve una storia

Quando una startup cerca di raccogliere i capitali iniziali, nella fase “seed”, ha spiegato Botha in un’intervista a Techcrunch, tutto parte dalla storia: ci si siete insieme e si cerca di immaginare come sarà il mondo un giorno e se questa nuova azienda ne farà parte e sarà dalla parte giusta della storia. O se questo non è plausibile. All’inizio è tutto qui: l’idea e la storia che gli startupper sono in grado di pensare a partire da quell’idea. Più convincente è quella storia, più l’idea avrà la possibilità di ricevere finanziamenti per vedere se la storia sarà reale.

Le metriche servono per crescere

Man mano che si arriva ai finanziamenti di serie A o serie B, ha sottolineato Botha, la startup inizierà ad avere alcune metriche: numeri di utilizzo, numeri di adozione anticipata. Se si tratta di un’azienda aziendale quali sono le persone disposte a pagare per il tuo prodotto e così via. Si inizierà a capire l’evoluzione delle metriche e se le metriche non supportano la storia, allora ci si inizia a chiedere se quella società ha senso.

Dati finanziari solidi se ci si vuole quotare

“A lungo termine è necessario disporre di dati finanziari che fluiscano da quelle metriche. Ma questo in genere accade con un finanziamento di serie C o in una fase successiva. E chiaramente, quando un’azienda diventa pubblica, occorre averli” e solidi. Prima di tutto, però, conta l’idea e l’idea nasce dall’osservazione dei bisogni delle persone e dal pensare a come si possa aiutare a risolverli in modo differente da come si è sempre fatto.

Il principio resta capire i bisogni e trovare soluzioni

Allora: quali sono al momento i bisogni delle persone e come potrebbero essere soddisfatti in un modo diverso da come si è fatto finora? Se siete in grado di rispondere a questa domanda, iniziate a sviluppare la vostra idea innovativa di business. E ad allenarvi a raccontare la vostra storia così da convincere gli investitori di “seed capital”. Da lì in avanti dovreste sviluppare assieme la storia e le metriche che la supporteranno e la faranno crescere. Siete pronti?

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