Correlazioni che cambiano!

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di Redazione 25 Febbraio 2009 | 07:38
Giornata cruciale per il mercato dei cambi, le rotture dei supporti delle principali valute possono fare chiarezza sui movimenti dei mercati azionari.

Difficile capire il mercato, questa è l’unica considerazione che nasce spontanea. Come è accaduto nelle ultime due sedute, anche ieri abbiamo vissuto una giornata sulle montagne russe, il che non sarebbe neppure antipatico se non fosse che a discese repentine si sono alternate salite altrettanto rapide in una centrifuga apparentemente senza senso. Cerchiamo di capire cosa sta succedendo. Il dollaro, lo Yen e il Franco svizzero negli ultimi mesi hanno rappresentato le classiche valute rifugio per eccellenza, in rapida ascesa quando i mercati azionari scendono e viceversa. Le valute rimanenti, sterlina in testa, ma ora anche l’Euro, con Aud, Nzd, e Cad hanno invece performato negativamente in concomitanza con un calo dei listini mentre hanno leggermente recuperato quando i listini riprendevano quota. Una correlazione chiara, anche semplice se vogliamo proprio dirla tutta, apparentemente illogica, perché la crisi nata negli Usa favorisce il dollaro, ma certamente logica se si scava a fondo del problema (rimpatrio di capitali).
Ebbene negli ultimi giorni le cose sono cambiate e stanno ancora cambiando. Lo Yen ha cominciato a perdere pesantemente terreno, mentre il dollaro ha alternato giornate positive a giornate estremamente negative. La correlazione è caduta ed è caduta anche con il franco svizzero che invece ha navigato un po’ per conto suo, più legato alla storia di Ubs che a movimenti legati alla vecchia correlazione.

Partiamo dallo Yen. La crisi economica è tale che il Governo sta pensando di sostenere il mercato azionario e il principale settore trainante dell’economia, ovvero le esportazioni, sono scese del 45% su base annua a gennaio. Un calo che lascia intendere che lo Yen diverrà nel 2009 la vera chiave per la ripresa. La valuta giapponese probabilmente dovrà scendere e perdere valore se le autorità vorranno impedire che alcune case automobilistiche decidano di andare a produrre all’estero.
La pressione sulla valuta giapponese comincia ad aumentare e i grafici evidenziano una ripresa del UsdJpy significativa, dopo la rottura delle prime resistenze cruciali in area 96.10, che rappresentava il 38.2% del ribasso da 110.00. A questo punto occorre guardare ai prossimi target che sono posti in area 98.80 (50%) e 101.66 (61.8%) che probabilmente conterrà, almeno inizialmente il rialzo attuale.
Tutti i cross dello Jpy stanno cominciando a dare segnali di forza, AudJpy, GbpJpy, NzdJpy, e questo lascia sperare in un cambiamento generalizzato dei movimenti visti fino ad oggi.
Per quanto riguarda l’Eurusd, anch’esso ha recuperato sulle parole di Bernanke, il quale ha affermato che nel caso le manovre adottate per fari ripartire l’economia e per rimediare alla crisi, dovessero avere successo, già verso la fine del 2009 si dovrebbe cominciare a intravedere la fine della recessione.

Nel grafico giornaliero la moneta unica è sui punti cruciali, compresi tra 1.2830 e 1.2890, la cui rottura aprirebbe la strada ad un rialzo costruttivo verso almeno la media a 100 giorni che passa oggi a 1.3343.
Il tutto dovrebbe dare fiato ad un recupero dei mercati azionari, e anche se per qualcuno non vi sono ragioni macroeconomiche che possano giustificare tutto ciò, abbiamo la sensazione che tutte le notizie negative siano ormai scontate e digerite nei prezzi attuali, anche una eventuale nazionalizzazione delle Banche. Stesso discorso sembra valere per la Sterlina anche se è possibile una ripresa più lenta vista la crisi che ha colpito la Gran Bretagna. Infine diamo una occhiata al franco svizzero che contro euro sembra la fotocopia del grafico di EurUsd. La sensazione è che il franco possa nel medio termine, pagare le conseguenze degli effetti Ubs, oltre al fatto che tecnicamente potrebbe invertire un trend di rialzo che dura ormai da metà del 2007.

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