Borse: manca la 'paura' per fermare i crolli

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di Marco Mairate 6 Marzo 2009 | 12:03
Il mercato azionario Usa ha chiuso 25 sedute in negativo begli ultimi 35 gionri, 10 negli ultimi 11 giorni, e sette settimane sulle ultime otto hanno chiuso in rosso. Per coloro che stanno cercando una buona definizione di Bear Market, questo sembra essere un ottimo esempio di mercato ribassista.

La domanda che tutti si pongo è la stessa: visto che l’indice S&P500 è sceso del 50% engli ultimi dodici mesi, il minimo del mercato è vicino? La risposta, o per lo meno una prima spiegazione, arriva da Anchor Capital, società hedge basata in California.

Secondo il Chief Financial Officer della società, Erih Leak, nonostante alcuni chiari segnali che il mercato sia prossimo ai minimi, manca all’appello un elemento importante per decretare di aver toccato il fondo: si tratta del sentiment dei trader.

In genere infatti, le cosidette opportunità di acquisto si creano quando la paura ha ormai preso il sopravvento, e tutte le speranze sui titoli azionari sono perdute.

E’ in queste fasi di mercato, dove la pressione sulle vendite accelera e porta all’esasperazione gli investitori, che tutti i partecipanti del mercato vengono espulsi perché esausti dei continui ribassi. E solo quando l’investitore comune diventa totalmente ‘disgustato’ dalla sola idea di investire in Borsa che si vengono a formare i minimi di mercato.

Per lo meno, sottolinea il manager, questo è quanto successo negli ultimi 100 anni di Borsa.

Ovviamente non è facile misurare la cosidetta ‘paura’ ma esistono stumenti che possono aiutarci in questa indagine. Per esempio è possibile misusare il prezzo per proteggersi dal mercato, il cosdetto VIX index, ovvero indicatore che misura il costo per comprare protezione dall’andamento dell’indice S&P500.

Una sorta di indicatore della “Paura & Avidità”, perchè fornisce ottime indicazioni ai trader e sul sentiment di mercato. Quindi l’indicatore si apprezza nelle fasi di maggior tensione sui mercati e scende di valore quando regna la tranquillità e la calma.

C’è abbastanza paura sul mercato?

Sicuramente la stampa e le Tv aiutano a generare questo clima di incertezza sui mercati ma nonostante l’indice S&P500 si trovi ormai più del 10% sotto i minimi dello scorso novembre (740 punti vs 682) il VIX non ancora raggiunto gli stessi livelli del 2008 (vedi sotto, quando arrivò a toccare gli 85 punti contro i 50 di oggi).

(Nel graifco qui sopra è possibile vedere il picco del VIX registrato il 20 novembre 2008 e il valore attuale, decisamente più contenuto. Fonte:Anchor Capital)

Questa apparente mancanza di ‘paura’ nei cofronti di un quadro tanto negativo ha diverse spiegazioni. La prima, vede gli operatori convinti che i soldi migliori si sono fatti grazie al crollo dei mercati, e la prossima attesa è per un rialzo e non un ribasso della Borsa. Questo è proprio quello che ci sta dicendo il VIX mantendo la ‘paura’ sotto i massimi dello scorso novembre.

Un’altra possibile spiegazione a questa mancanza di ‘paura’ è che sempre più operatori si sono ormai adattati ad un mercato orso, lavorando in modo profittevole anche in questo contesto. Invece di “fly to cash” questi operatori cercano di cogliere i minimi del mercato per poi vendere nei mini rally che segue il ribasso.

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