Alan Greenspan, la colpa non è mia

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Avatar di Marco Mairate 11 Marzo 2009 | 16:30
L’ex presidente della Federal Reserve (da molti considerato l’artefice della bolla immobiliare americana) cerca di trovare una spiegazione al disastro economico che ha travolto Stati Uniti e mondo intero.

Alan Greenspan è stato il 13° presidente della Federal Reserve, ruolo che ha occupato dall’ 11 agosto 1987 fino al 31 gennaio 2006.

Durante il suo lunghissimo mandato, Greenspan ha visto passare ben quattro presidenti (Ronald Reagan, George H. W. Bush, Bill Clinton, George W. Bush) diverse crisi finanziarie e ora si gode da spettatore la bolla del credito, degli immobili e chi più ne ha più ne metta.

Il vetusto ometto dalla faccia di tartaruga ora cerca anche il perdono della storia, spiegando (sulle pagine del WSJ) come quanto accaduto negli ultimi vent’anni nell’economia e finanza statunitense non sia causa sua.

Per fare questo, Greenspan, abbozza due possibili cause che hanno portato alla crisi, che lui stesso definisce “la più virulenta dal 1939”.

La prima spiegazione di questo mare di lacrime sta nei soldi facili “easy money” favoriti da una politica espansiva della Federal Reserve che negli anni ha prodotto la bolla del mercato immobiliare “il cuore della crisi finanziaria attuale”.

La seconda spiegazione (molto più credibile secondo l’ex Presidente della Fed) è che i bassi tassi di interesse hanno alimentato una sorta di euforia speculativa che ha portato a dove siamo oggi. Detto questo, Greenspan specifica che i tassi di interesse che hanno creato il problema non sono stati i Fed fund (un tasso interbancario che viene calcolato sia giornalmente che su base mensile e su base con più mesi) bensì i tassi sui mutui immobiliari a tasso fisso. Tra il 2002 e il 2005, i tassi sui mutui immobiliari hanno portato ad una crescita dei prezzi delle case per undici mesi consecutivi.

In definitiva nessun colpevole, o per lo meno questo non è sicuramente Greenspan. E so lo dice lui…

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