Piazza Affari prudente in attesa che parli la Yellen

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 14 Febbraio 2017 | 10:25

LA PRUDENZA PREVALE IN AVVIO DI SEDUTA – Avvio di giornata prudente a Piazza Affari, nel giorno in cui Janet Yellen, numero uno della Federal Reserve, è attesa per una testimonianza di fronte al Congresso americano in cui potrebbe dare maggiori indicazioni sulla politica monetaria che la banca centrale Usa intende seguire nei prossimi mesi (e in particolare se ci si debba attendere o meno un rialzo dei tassi al termine della riunione del Fomc di marzo). Sottotono è apparso il dato del Pil tedesco del quarto trimestre 2016 (+1,2% annuo contro +1,4% atteso), mentre una sorpresa positiva è arrivata dal dato del Pil italiano, cresciuto dell’1,1% contro un consensus di +1%. Per l’interno 2016 l’Istat ha stimato una crescita dello 0,9% (dal +0,7% del 2015).

INDICI POCO SOPRA LE CHIUSURE DI IERI – Dopo un’ora di lavoro così gli indici si riportano in territorio positivo, col Ftse Mib che oscilla a +0,07%, il Ftse Italia All-Share che segna +0,12% e il Ftse Italia Star in rialzo dello 0,26%. Tra le blue chip del listino tricolore recupera terreno Bper Banca (+1,63%), nel cui Cda si preparerebbero ad entrare rappresentanti dei fondi d’investimento in occasione dell’assemblea di aprile, davanti ad Unipol (+1,27%), già ieri tra i migliori, e a Generali (+1,15%), su cui resta alta l’attenzione in relazione ad una possibile offerta da parte di Intesa Sanpaolo. In calo, dopo il rimbalzo di ieri, Saipem (-1,25%), come pure Yoox Net a Porter e Stmicroelectronics, in rosso di circa un punto percentuale a testa.

CARIGE SOFFRE DOPO LA TRIMESTRALE – Tra i titoli a media capitalizzazione soffre Banca Carige (-5,06%), dopo una trimestrale che ha mostrato un margine di intermediazione in calo del 30,5% a 149,8 milioni di euro negli ultimi tre mesi del 2016, un margine di interesse di 69,4 milioni (-20,6% su base annua) e commissioni in calo del 16,3% annuo a 56,4 milioni. Al calo dei ricavi si è accompagnato un calo degli oneri di gestione a 156,4 milioni (-20,4%), inclusivi di 17,1 milioni di euro di oneri di sistema. Le rettifiche sui crediti deteriorati, sono calate nel trimestre del 30,6%, mentre nell’intero 2015 sono salite a 467,9 milioni (+46,8%), portando la copertura al 63% per le sofferenze e al 45% per il totale dei crediti deteriorati. Il risultato netto è in rosso di 73,3 milioni.

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