Mark-to-Market: stop alle svalutazioni miliardarie

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Piccola rivoluzione nelle valutazioni degli asset ‘tossici’ presenti nei bilanci delle banche. Un nuovo principio contabile potrebbe risollevare di non poco i bilanci delle istituzioni finanziarie e magari far ripartire il mercato del credito.

di Marco Mairate3 aprile 2009 | 08:21

Secondo quanto proposto dal Financial Accounting Standards Board (FASB) le società finanziarie potebbero avere in fguturo maggior flessibilità nell’utilizzo delle regole mark-to-market, pratica che in questi mesi ha costretto le banche a miliardi di dollari di svalutazioni.

Secondo coloro che sostengono il cambiamento, l’aver costretto le banche a svalutare gli asset a prezzi stracciati è una delle cause che hanno esacerbato la crisi finanziaria durante un momento in cui i mercati del credito erano pressoché fermi.

MARK TO MARKET:  UNA PRATICA ODIATA

La regola del Mark-to-Market richiede che gli asset vengoano valutati al prezzo al quale questi potrebbero essere ceduti.

Dozzine di lobby bancarie, dalla American Bankers Association, la Camerca di Commercio e la Mortgage Bankers Association, hanno tutte fatto pressione sulla FASB e la SEC perché queste regole possano trovare maggior flessibilità in un mercato così poco liquido.

In base alla proposta della FASB, le società finanziarie potranno esercitare maggior libertà nella determinazione se un mercato per una determinata categoria di asset risulta inattivo e se un’operazione è distressed.

Le banche potrebbero inoltre riferirsi maggiormente a modelli di cash flow per stabilire i prezzi degli asset, da cui potrebbero uscire prezzi più generosi di quanto stabilisce il mercato.


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