Il ritorno della volatilità sul mercato valutario

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di Finanza Operativa 24 Aprile 2018 | 15:00

Di P. Rosenstreich, Head of Market Strategy e A. Masset e V. Mivelaz, analisti, di Swissquote

A ben guardare il cambio dell’Euro contro Franco svizzero, che sta testando il livello di 1,20, la caccia al rendimento sembrerebbe il nuovo leit motiv del momento, nonostante vi siano altri segnali non omogenei, tra cui il fatto che la domanda di monete dei Paesi emergenti sia ancora bassa, sebbene il Brent si stia avvicinando al prezzo di 75 dollari al barile sulla scia dei timori legati all’offerta, al calo delle scorte statunitensi e all’annuncio da parte dell’Opec che l’eccesso di domanda sia ormai svanito.

Parallelamente, si è indebolita anche la correlazione tra il mercato Forex e gli spread sui tassi di interesse, tanto che con l’avvicinamento al saggio del 3% anche i Treasury Usa sono tornati ad essere inseriti in portafoglio. Anche se i tagli fiscali voluti da Trump non faranno che peggiorare il deficit americano.

Se tutto questo vi sembra molto confuso, bene sappiate che è proprio così! I mercati sono stati troppo svelti ad abbracciare la moda del momento, e noi siamo sempre un po’ scettici quando tutti la vedono allo stesso modo. Prendiamo l’India, ad esempio: nonostante solidi fondamentali, la ripresa ciclica sul prezzo del petrolio ha innescato timori di una fuga di capitali. Il Tesoro Usa infatti ha inserito la Rupia nell’elenco delle “valute osservate speciali” che ha fatto impazzire i trader. Eppure l’India è tutt’altro che un Paese manipolatore dei corsi della propria valuta, proprio a causa del continuo deficit delle partite correnti.

Pertanto con un livello di rendimenti globali bassi, la ripresa dei corsi del petrolio dovrebbe premiare Corona norvegese, Dollaro canadese, Rand sudafricano, Real brasiliano e Dollaro australiano. Di contro, ci attendiamo ulteriore calo del Dollaro neozelandese a causa del differenziale del tasso di interesse che continua a muoversi in territorio negativo, rendendo ancora più costoso posizionarsi corti su questa moneta. La maggiorparte degli investitori speculativi infatti è ancora lunga sul kiwi e scioglierà la posizione appena la moneta innesterà la discesa. A nostro parere, invece il movimento laterale di questo mese dell’Euro contro il Dollaro potrebbe essere vicino alla conclusione per decelerare fino a 1,2310 nel breve termine.

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