Trimestrali, un inizio che lascia ben sperare secondo La Financière de l’Echiquier

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di Finanza Operativa 25 Aprile 2018 | 14:00

Di Olivier De Berranger, Chief Investment Officer di La Financière de l’Echiquier

Un’agenda macroeconomica poco affollata, una relativa distensione dei mercati azionari e l’inizio della stagione delle trimestrali negli Stati Uniti: tutto era finalmente favorevole a un ritorno alla ribalta della microeconomia. Anche Donald Trump vi ha contribuito menzionando i bonus straordinari di McKee Foods e parlando ampiamente sull’impatto della riforma fiscale sui risultati delle aziende americane. Da un lato e dall’altro dell’Atlantico, la scorsa settimana i dati pubblicati sono stati passati al vaglio dagli investitori.

Ad aprire le danze, negli Stati Uniti, sono state le grandi banche. Con il concretizzarsi di un netto rialzo degli utili i risultati sono in linea con le attese, anche se i mercati sono rimasti delusi dalla poca crescita dei crediti e dalle performance in chiaroscuro delle banche di investimento. Questi primi dati contrastati sono stati eclissati però velocemente dai buoni risultati dei titoli tecnologici, tra cui i Fang, attesi al varco dopo le recenti agitazioni che avevano scosso il settore e tra i più detenuti dagli investitori. Netflix ha annunciato un incremento di 7,4 milioni di utenti nel primo trimestre mentre il consensus puntava a 6,5 milioni. Dal canto suo, Amazon, i cui dati sono attesi questa settimana, ha svelato che il numero di abbonati al suo servizio Prime ha superato la soglia dei 100 milioni. E se Ibm, che ha fatto l’abitudine alle trimestrali deludenti, nonostante un aumento delle vendite è stata pesantemente sanzionata dopo aver annunciato un obiettivo in termini di Eps immutato per il 2018, altri titoli “di peso” come Johnson & Johnson o American Express hanno pubblicato dei risultati soddisfacenti.

Anche in Europa, dove la stagione delle trimestrali ha una tempistica diversa, i risultati sono altrettanto incoraggianti. La scorsa settimana avevamo sottolineato gli ottimi dati riportati nel lusso a prescindere dall’impatto negativo del cambio. Altre trimestrali importanti hanno confermato questo ottimismo. Così, Danone ha ampiamente superato le aspettative, insieme a Asml o Temenos. Il settore della pubblicità ha ritrovato nuovo vigore a seguito dei dati positivi di Publicis. Anche Nestlé, Edenred o ancora Pernod Ricard hanno evidenziato buoni risultati. Ad ogni modo, il quadro non è totalmente roseo e potrebbero profilarsi alcune delusioni, come ricordano il warning sui risultati di Continental e, soprattutto, l’effetto cambio e la forza dell’euro che sono stati molto penalizzanti nel primo trimestre. Nondimeno, questi fattori non sono stati più negativi del previsto e non hanno impedito alle aziende solide di generare delle buone performance.

La stagione delle trimestrali che si è appena aperta merita di essere seguita con particolare attenzione. Lato americano, si tratterà soprattutto di evitare le delusioni considerando che gli effetti positivi della riforma fiscale sono già in gran parte scontati nelle quotazioni.

Lato europeo, gli investitori vorranno essere tranquillizzati sull’impatto dell’euro e sul potenziale aumento degli utili. Questo, infatti, è il punto cruciale: mentre la fase espansiva dei multipli sui mercati azionari è probabilmente dietro di noi, solo un miglioramento dei risultati potrà essere all’origine di un rialzo.

 

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