La locomotiva del mercato

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di Redazione 24 Luglio 2009 | 06:45
L’S&P 500 fa compagnia al Dow e sale al livello più alto da quando il presidente Obama è stato eletto, raggiungendo quota 976,30. Mentre l’azionario collassa, il dollaro e lo yen hanno guadagnato terreno, al contempo euro, sterlina e dollaro australiano (unitamente alle commodities) hanno perso posizioni.

Il calore di luglio contagia anche l’azionario: per la prima volta da gennaio il Dow Jones supera il livello 9000 sulla base di un prosieguo di ottimismo, coadiuvato da ulteriori earnings migliori delle attese (Ebay, Ford e AT&T). L’S&P 500 fa compagnia al Dow e sale al livello più alto da quando il presidente Obama è stato eletto, raggiungendo quota 976,30. Dunque c’è sempre più voglia di partecipare a questa euforia rialzista. Ma perché apriamo il nostro commento sulle valute, commentando l’azionario? La ragione è semplice: dall’inizio della crisi nel 2007 c’è stato quasi una sola tipologia di trade cha si è preso “l’esclusiva” su tutti i fronti: risk loading. Mentre l’azionario collassata, il dollaro e lo yen hanno guadagnato terreno mentre l’euro, sterlina e dollaro australiano (unitamente alle commodities) hanno perso terreno. Dunque il primo trade è stato una riduzione delle posizioni di rischio, sciacquone dei carry trade e rialzi dei corsi obbligazionari (cercando la sicurezza del reddito fisso). Il processo che invece è iniziato a gennaio e che si sta consolidando mentre scriviamo  è proprio l’inverso: risk loading. Un incremento delle posizioni di rischio, un carry  trade a rialzo e azionario che macina terreno. La cosa singolare di questo processo è stato il grado di correlazione  tra azionario e commodity currencies (come Aussie e e Loonie – Aud e Cad). Si parla di una correlazione su base giornaliera attorno al 90% – formidabile. Ma non finisce qui: i carry trade sono correlati con il ciclo economico globale così come l’azionario e quindi non è un caso che i cambi contro yen siano saliti così tanto. Noi comunque preferiamo mantenere un minimo di scetticismo riguardo a tutti questi rialzi: sono stati probabilmente frutto di esubero irrazionale alimentato prima da una mera diminuzione delle notizie negative, e poi dalla stagione degli earnings. Andando avanti, dovremmo trovare un “driver” forte abbastanza per sostenere questa crescita.


                                            EurUsd – Grafico Daily
Passando alla consueta analisi tecnica, notiamo come la moneta unica, nei confronti del biglietto verde, stia cercando di consolidare a rialzo. Il massimo di ieri infatti, 1.4290, può essere letto come la volontà di ricercare il precedente massimo chiave di 1.4340, livello massimo dell’anno visto ai primi di giugno e crediamo a portata per i prossimi giorni. Un’analisi più di breve impone di considerare 1.4120 come primo livello di acquisto del cambio. 
Passando al dollaro yen, dalla settimana scorsa notiamo un deciso trend di ripresa del cambio. Con l’ausilio di un grafico a 240 min ipotizziamo il punto di arrivo del trend nei pressi di 95.60: la trendline inferiore, di questa ripresa, transita per le prossime ore vicino a 93.70. Anche la sterlina, in particolare contro dollaro, ha dato il via ad una tendenza di ripresa, aiutata certamente dai buoni dati macro. Il primo obiettivo del cambio per oggi si trova a 1.6585, coincidente col massimo delle ultime tre settimane e toccato ieri nel tardo pomeriggio. Il supporto da considerare per oggi si trova a 1.6450 (suggerito dalla media mobile esponenziale a 100 periodi e dal minimo della giornata di ieri). Anche nei confronti della moneta unica la sterlina ha avuto un buon movimento di rialzo. Crediamo che la tendenza possa durare oltre, mercati prmettendo, se il cambio riuscisse a mantenersi al di sotto di 0.8625, con un obiettivo per oggi a 0.8525.

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