Buzzi Unicem vede il ritorno alla crescita operativa

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di Max Malandra 2 Aprile 2019 | 10:00

Tra alti e bassi, speranze di una ripresa trascinata dal piano di rilancio delle infrastrutture promesse da Donald Trump e timori che le tensioni commerciali tra Washington e Pechino potessero far deragliare la ripresa mondiale, il titolo Buzzi Unicem ha vissuto un anno altalenante in borsa, trovandosi oggi sugli stessi livelli di 12 mesi fa appena sotto i 19 euro per azione (ma dopo aver toccato prima un massimo di 23,15 euro, poi un minimo di 14,69 euro).

Anche per Buzzi Unicem il primo trimestre del 2019 è stato all’insegna del recupero: rispetto a 3 mesi fa infatti le quotazioni hanno recuperato un robusto 25%. Ma cosa potrà accadere ora? I conti 2018 sono apparsi migliori delle attese e hanno contribuito agli ultimi spunti rialzisti, ma ormai sono alle spalle. Tuttavia gli ultimi dati macro che hanno segnalato una ripartenza dell’industria, in Cina e negli Stati Uniti, potrebbero sostenere ulteriori rialzi dei titoli ciclici come Buzzi Unicem.

Di certo il consenso degli analisti continua ad essere più che ottimista sulle prospettive del titolo: su 18 giudizi, 14 sono a favore di un acquisto del titolo da parte degli investitori, con gli esperti di Deutsche Bank che in questi giorni hanno ritoccato da 21 a 21,5 euro il target price e quelli di Equita Sim che l’hanno portato da 20,3 a 21,7 euro, rispetto ad un target price di consenso pari a 20,9 euro. Graficamente il titolo sembra dover affrontare un bivio.

Gli esperti segnalano infatti come sopra i 19-19,5 euro potrebbe ritestare i massimi, forse anche quelli storici di 26,8 euro toccati nell’ormai lontano 2007, sotto i 15-14,5 euro le quotazioni rischierebbero di riprendere il trend discendente dello scorso anno (il 2018 si è chiuso con un calo del 33% per Buzzi Unicem). Col titolo che ancora sottoperforma l’indice generale di borsa da inizio 2017 a oggi il consiglio prevalente è quello di approfittare delle fasi di debolezza dei prezzi fìno a 18-17,5 euro per entrare sul titolo in vista di ulteriori rimbalzi.

Dal punto di vista fondamentale, la guidance 2019 proposta dalla società sostiene le attese di un ritorno alla crescita a livello operativo, con un recurring Ebitda visto in salita del 5%-8%, grazie al maggior contributo atteso dall’Italia, dove si prevedono volumi stabili e prezzi in aumento e il venir meno delle perdite su crediti registrate nel 2018 legate alla crisi di alcuni grandi costruttori, dagli Stati Uniti, con volumi visti in crescita grazie e prezzi in aumento, alla Germania, grazie in particolare all’integrazione di Seibel & Sohne e alla Russia (dove dovrebbero salire sia i volumi sia i prezzi).

A cura di Luca Spoldi, Certified european financial analyst, ceo di 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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