I rischi di recessione sono ai massimi livelli degli ultimi cinque anni

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di Stefano Fossati 28 Agosto 2019 | 15:30

A cura di Valentijn van Nieuwenhuijzen, Chief Investment Officer di NN Investment Partners

La prospettiva di una potenziale recessione all’orizzonte è una questione fondamentale che sta condizionando i mercati. Quest’ultimi sono in gran parte guidati sia dalla speranza che lo stimolo fiscale sostenga sufficientemente l’economia sia dal timore che l’incertezza politica possa danneggiare inevitabilmente la fiducia del settore privato.

Non è ancora certo se la fiducia del settore privato riceverà un colpo mortale. La fiducia delle imprese continua a diminuire, nonostante il notevole allentamento delle condizioni finanziarie dall’inizio del 2019. Dall’altro canto, la fiducia dei consumatori rimane forte grazie agli alti livelli di occupazione e perché i consumatori beneficiano degli effetti legati a una certa disponibilità di ricchezza.

Appare comunque corretto aspettarsi un ulteriore rallentamento della crescita e riconoscere che i rischi di recessione sono ai massimi livelli degli ultimi cinque anni.

Cercare rendimenti fra mercati emergenti e fondi sostenibili

In NN IP riteniamo che ciò che più conta per i mercati finanziari sia la velocità e la durata del declino della crescita nominale del Pil. Ciò dipenderà dal comportamento del settore privato e dalle sue aspettative per il futuro. Le recessioni sono spesso causate da un cambiamento – ampio e diffuso – al negativo di tali aspettative, perché le precedenti convinzioni sull’economia si rivelano errate. Ad esempio, all’inizio degli anni 2000, il fattore scatenante è stato lo scoppio della bolla “.com”, mentre nel 2007 è stato il crollo della convinzione che i prezzi delle abitazioni potessero solo aumentare.

Un tale cambiamento di posizione fa sì che tutti gli attori, dalle famiglie alle imprese, diventino contemporaneamente più cauti. Le loro visioni ed i loro atteggiamenti hanno effetti a catena, la cui gravità dipende dalla misura in cui l’economia soffre di squilibri. Attualmente tali squilibri non sono presenti all’interno dell’economia reale: non vi sono segni di un’eccessiva leva finanziaria diffusa e l’inflazione è notevolmente contenuta, dati i tassi di disoccupazione bassi. Tuttavia, non mancano gli squilibri sulla scena politica. La guerra commerciale, la Brexit e le discussioni sulla situazione italiana sono tra i fattori che creano grande incertezza, la cui naturale risposta è il rinvio dei piani di investimento da parte delle imprese.

È fondamentale che gli investitori non lascino che gli attuali fattori di paura offuschino le loro convinzioni su come guardare oltre gli attuali rischi di recessione. La situazione attuale richiede probabilmente un atteggiamento tatticamente cauto nell’allocazione degli asset. Le strategie d’investimento che non vengono impattate da trend di breve periodo rimangono comunque interessanti. Gli investitori potrebbero perseguire la ricerca di rendimenti – sempre più scarsi – guardando al debito dei mercati emergenti o ai crediti alternativi. Oppure, potrebbero partecipare alla transizione verso un modello economico più sostenibile tramite l’investimento in fondi sostenibili o a impatto.

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