Bonus a Wall Street: + 17%

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di Eliana Pelucchi 26 Aprile 2010 | 11:00
Lo scandalo dei maxipremi è continuato anche lo scorso anno

Il 2009 doveva essere l’anno della svolta. «Basta eccessi a Wall Street – aveva detto il presidente americano Barack Obama – i super bonus devono finire, altrimenti adotteremo misure drastiche». A quattro mesi dalla conferenza stampa in cui l’inquilino della Casa Bianca aveva dichiarato guerra aperta ai premi record, è arrivata la risposta tanto attesa delle banche: venti miliardi e trecento milioni di dollari. Ecco la cifra che verseranno le società quotate per i bonus relativi al 2009. Ben 50 milioni in più rispetto all’anno precedente. Non esattamente ciò che Mr Obama si aspettava.
Circa 15 miliardi di euro usciranno dunque dalla casse dei colossi (non solo finanziari) per finire in quelle di manager, dirigenti e trader: un incremento del 17% rispetto ai dati registrati nel 2008. Ad annunciarlo le autorità dello Stato di New York. In un’intervista televisiva rilasciata alla CNBC, il commissario Thomas Di Napoli ha spiegato come l’aumento sia dovuto in gran parte ai risultati operativi delle stesse società, che complessivamente potrebbero aver segnato profitti per circa 55 miliardi di dollari, in un periodo caratterizzato dall’inizio della fase di stabilizzazione e dai rimborsi degli aiuti pubblici ricevuti da alcuni istituti finanziari. I premi versati da gruppi come Goldman Sachs, JP Morgan Chase et Morgan Stanley, in particolare, hanno superato la media attestandosi su un +31%. È probabile che i nuovi dati forniscano un’ulteriore argomentazione per i legislatori americani, che da mesi cercano di trovare il modo di evitare gli eccessi delle grandi compagnie di Wall Street. Esagerazioni che, soprattutto in un periodo di uscita dalla crisi «costituiscono per molti una pillola difficile da ingoiare», ha sottolineato Di Napoli. Il presidente Obama si è detto fortemente contrariato della comunità finanziaria che sui bonus fa «orecchie da mercante». «Wall Street – dice il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs – sembra non voler ascoltare le lamentele che ogni giorno si levano contro le pratiche sui bonus fin qui adottate». Forse, per il governo, è venuto il momento di correre ai ripari.

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