Elezioni francesi: tutti gli scenari di gestori e analisti

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Luca Spoldi di Luca Spoldi 21 Aprile 2017 | 16:58

IN QUATTRO IN CORSA PER L’ELISEO – Domenica 23 aprile circa 47 milioni di elettori francesi sono chiamati a partecipare al primo turno delle elezioni presidenziali 2017, che il 7 maggio vedrà il ballottaggio tra i due più votati. Secondo gli ultimi sondaggi il favorito resta il centrista, ex socialista (ed ex banchiere d’affari) Emmanuel Macron, dato al 23%, tallonato dalla leader del Front National, Marine Le Pen, che otterrebbe il 22,4% ossia mezzo punto in più del candidato di centrodestra Francois Fillon (indicato al 19,9%), a sua volta pressoché incollato a candidato della sinistra radicale Jean-Luc Melenchon (accreditato di un 19,8% di preferenze).

CON MACRON O FILLON LE BORSE POSSONO CORRERE – Se l’esito più probabile è un passaggio del turno da parte di Macro e Le Pen, i mercati sognano un ballottaggio Macro-Fillon, mentre temono uno scontro Le Pen-Melenchon.  Per gli analisti di Oddo BHF Asset Management la vittoria di Macron (ma anche quella di Fillon) sarebbe un evento favorevole ai mercati, perché gli investitori tornerebbero a valutare fondamentali macroeconomici, in ripresa in Francia come in tutta Eurolandia, e utili aziendali (a loro volta attesi in crescita).

PROSPETTIVE COMUNQUE MODESTE PER GLI OAT – Quanto ai bond, mentre lo scenario più negativo causerebbe tensioni sugli Oat e un peggioramento dello spread contro Bund (visti come bene rifugio al pari dell’oro e di valute come il franco svizzero o lo yen giapponese), quello più favorevole potrebbe portare a un recupero degli Oat con restringimento dello spread contro Bund che però secondo gli esperti di State Street Global Advisors sarebbe modesto “a causa del debito pubblico e del potenziale per la sua riforma”.

UBS PUNTA SULLA CORONA SVEDESE – Anche Ubs per ora rimane alla finestra e mantiene una posizione “neutrale” sulla Francia nella sua country allocation azionaria europea. Gli esperti svizzeri tuttavia mantengono un sovrappeso sull’euro rispetto al dollaro, dato che la valuta unica dovrebbe trarre beneficio dall’eventuale vittoria dei due candidati “pro sistema” (Macron e Fillon). Al contrario la vittoria di un candidato “anti sistema” come Le Pen o Melenchon potrebbe indebolire l’euro: in questo caso il suggerimento di Ubs è di puntare sulla corona svedese, che grazie ai tassi di crescita della propria economia (i più forti tra i paesi del G10) sembra in grado di guadagnare terreno indipendentemente dall’esito delle elezioni presidenziali francesi.

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