Posta del pf, la mediazione creditizia val bene una messa

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di Redazione 20 Giugno 2012 | 13:38
Iscrizione all’Albo di settore, è ancora bagarre

L’ipotesi di doversi iscrivere al nuovo Albo dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziaria (Oam) non piace ai promotori finanziari e in verità non convince neppure banche e reti di distribuzione. L’iscrizione, di fatto, duplicherebbe i costi per i promotori che già debbono pagare tra iscrizione all’Apf e alla Consob circa 190 euro l’anno e si troverebbero a doverne sborsare altrettanti o più senza nessun motivo concreto. Della mancanza di una necessità di iscrizione all’Oam pare essere convinto anche “Pippo” che cita testualmente: “Il promotore finanziario deve essere iscritto nell’albo?

Ai sensi dell’art. 16, comma 8, della legge numero 108/1996, il promotore finanziario iscritto nell’albo tenuto dalla Consob può svolgere l’attività di mediazione creditizia senza iscriversi nell’apposito albo gestito dalla Banca d’Italia; le domande di iscrizione dei promotori pertanto non sono accolte”. Che la mediazione creditizia, di cui si parla ancora relativamente poco sui giornali, sia uno di quei temi che possono offrire nuovi sviluppi alla professione sono certe anche alcune fonti sindacali contattate da BLUERATING, che ricordano come sarebbe il caso di approfondire meglio le ipotesi sopra ricordate dato che in Italia sono almeno ottantamila, tra agenti in attività finanziaria e promotori finanziari agenti, gli incaricati di collaborare all’esterno per conto di banche e intermediari finanziari.

Figure “ibride” in quanto svolgono un’attività di natura commerciale ma al tempo stesso collaborano nella prestazione di consulenza e sono considerati professionisti, in quanto già iscritti a specifici albi od elenchi, senza peraltro che la loro attività configuri una professione intellettuale. Il problema, quindi, come sottolinea anche un nostro lettore “promotore” “non è di 200 euro in più o in meno”. Perché negare l’iscrizione a questo albo, si chiede il lettore, aggiungendo la sua interpretazione dei fatti: “le rete mandanti non vogliono che i pf si occupino anche di erogazione, anche tramite altri canali? Lo sappiamo tutti che spesso l’erogazione è funzionale alla raccolta e che permette di acquisire maggiore visibilità”. “Secondo me – conclude il promotore – la mediazione creditizia ci deve essere permessa, senza obbligare a farla per altre strade”.

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