Real estate, gli operatori vedono la luce in fondo al tunnel

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di Redazione 6 Novembre 2012 | 13:17
L’indice Fiups rimane stabile grazie anche all’ottimismo sugli investimenti degli istituzionali

PREVISIONI FOSCHE – L’andamento negativo del settore immobiliare continuerà. Lo credono gli operatori del real estate che fanno parte del panel del Sentiment, la ricerca di tipo qualitativo curata da Sorgente Group e dall’Università degli Studi di Parma in collaborazione con Federimmobiliare. L’indice Fiups – acronimo di Federimmobiliare, Università degli Studi di Parma e Sorgente Group Spa – che è la traduzione grafica del Sentiment, mostra una tendenza alla stabilità, attestandosi al 16,87 rispetto al valore del primo quadrimestre, pari a 16,70.

UN FILO DI LUCE – Le previsioni negative sul mercato sono controbilanciate da alcune variabili come l’ottimismo sugli investimenti effettuati dagli operatori istituzionali. Secondo gli intervistati, soprattutto fondi pensione e casse di previdenza continueranno a puntare sul mattone, con preferenza per il settore uffici e commerciale. Inoltre, il 45% del campione si aspetta che la propria attività professionale aumenterà, il 36,5% che rimarrà stabile e molto elevata (75,90%) è la percentuale di coloro che intendono introdurre innovazioni nel lavoro.

UNO SGUARDO MACRO – Ma la novità introdotta nel Sentiment a partire da questo secondo quadrimestre 2012 è la rilevazione delle aspettative degli operatori sui grandi temi economico-finanziari dell’attualità. Per il 38% del panel il fondo salva Stati istituito nell’ambito della manovra della Bce avrà un effetto positivo sul mercato immobiliare, per il restante 29% avrà effetto neutro. Emerge preoccupazione per l’Imu: per circa il 42% del campione gli effetti saranno negativi e per il 15% addirittura molto negativi. Ma è sulle dismissioni immobiliari di Stato che la comunità è particolarmente scettica: il 30% del panel ritiene che gli effetti saranno negativi, il 20% neutri e solo il 14% positivi.

IN PEGGIORAMENTO – Circa l’80% del campione sostiene che l’attività complessiva del settore immobiliare negli ultimi 12 mesi sia peggiorata e soltanto il 13% che sia rimasta stabile. Per i prossimi dodici mesi il 38% degli operatori intervistati prevede un peggioramento, mentre un altro 38% ritiene che ci sarà stabilità. Tuttavia, meno positive sono le attese sulla ripresa dei mercati immobiliari. Infatti, le variabili chiave (andamento dei prezzi, tempi medi di vendita, sconto medio praticato) evidenziano una condizione di mercato non brillante. Sono ancora diffusi i timori di contrazione dei prezzi (e di aumento degli sconti applicati al momento della vendita), soprattutto nel settore industriale e terziario.

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