Diamanti sempre più bene rifugio degli italiani

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di Elisa Zeri 17 Febbraio 2016 | 08:52
In Italia le transazioni sui preziosi sono aumentate del 20% nel solo 2015. Il rendimento annuo di un diamante oscilla tra il 2 e il 2,5% annuo.
CRESCE LA LA CLIENTELA RETAIL – Rispetto al passato, oggi i grandi numeri li fa la clientela retail. Ecco che in questa fase, alla luce di mercati sempre più volatili e difficili da capire gli investitori, alla ricerca di beni rifugio, hanno scoperto l’investimento in diamanti (nella foto). Tanto che, dal 2013 a oggi, in Italia le transazioni sul prezioso sono aumentate del 78% e del 20% solo nel corso del 2015. Investire in diamanti significa proteggere il capitale dall’inflazione, remunerandolo con circa 1-1,5 punti sopra l’inflazione. Parola di Claudio Giacobazzi, ad di IDB, Intermarket Diamond Business, leader in Italia nella vendita e nella mediazione di diamanti da investimento. La società opera da quarant’anni con una quota di mercato pari all’80%. 

QUANTO VALE IL MERCATO
– Il valore complessivo del mercato in Italia è pari a 230 milioni di euro, equivalente a circa il 20 % del mercato dei diamanti da investimento globale. I dati della sola IDB, che si occupa esclusivamente della vendita di diamanti da investimento attraverso il canale bancario, hanno mostrato un aumento delle vendite nel 2015 del 20%, passate da 152 milioni di euro del 2014 ai 183 milioni di euro al 31 dicembre 2015. Precisa Giacobazzi, illustrando i dati nel corso di una conferenza stampa: “l’investimento alternativo in diamanti è già largamente diffuso in Italia, con transazioni complessive mediamente intorno ai 120-150 milioni di euro e una particolare concentrazione nelle regioni del Nord Italia. Il mercato dei diamanti da investimento è diventato più liquido per operatori come noi, tra i pochi a offrire anche il servizio di disinvestimento”. Aggiunge: “nel 2015, anche grazie ai nostri sforzi e alla dotazione di nuove tecnologie siamo riusciti a dimezzare i tempi di mercato per il ricollocamento, che è passati da 90 a 45 giorni. Nei periodi d’incertezza i risparmiatori hanno sempre premiato l’investimento in diamanti”. Idb non riacquista i diamanti ma punta (non garantisce!) la rivendita in tempi di mercato. Il mandato a vendere assunto ha durata di 120 giorni. È un investimento che si consiglia di tenere almeno 5-7 anni, non è soggetto a tassazione sul capital gain ma, trattandosi di un bene reale, solo all’Iva. Le commissioni di disinvestimento diminuiscono nel tempo per scoraggiare la speculazione quindi, se fino al 2° anno, si paga un 16%, dopo il 7° solo un 7% e l’Iva è recuperata dal cliente quando rivende. 
TERMINI E CONDIZIONI D’INVESTIMENTO – Il pagamento non è dovuto al momento dell’ordine ma alla consegna e il cliente può scegliere tra tre opzioni di custodia: nella cassetta di sicurezza della banca (costo annuale a seconda delle condizioni della banca, polizza offerta per un anno), presso il caveu IDB (gratuito), direttamente presso il cliente (assicurazione gratis per un anno). La società commercializza solo diamanti che appartengono alla fascia qualitativa più alta della classificazione internazionale, una categoria che incluse solo il 2% delle pietre tagliate. 
QUANTO VALE L’INVESTIMENTO – “Non siamo una società finanziaria dunque non promettiamo né tassi né garanzie ma è il mercato a dirci in che direzione va. Sta di fatto che il rendimento odierno di un diamante è del 2-2,5% netto annuo”, precisa l’a.d. L’investimento medio è di 20-25 mila euro e quello minimo è tra i 6 e i 7mila euro. Conclude: “il valore dei diamanti è difficile da stabilire dato che non c’è un fixing e le componenti del prezzo dipendono da varie dinamiche, in primis dall’operatore che ne garantisce il prodotto. Meno del 2% di quelli presenti sul mercato mondiale possono definirsi da investimenti per le loro caratteristiche di estrema purezza e qualità della pietra”. 
I NUMERI DI IDB – IDB ha registrato volumi pari a 183,3 milioni di euro vendendo 15.530 diamanti per un totale di 9.043 operazioni e 8.388 clienti, che hanno investito mediamente circa 20 mila euro ciascuno. Dati che, secondo le stime prudenziali di IDB corrispondo a poco più dell’80% del mercato, quota che grazie all’ingresso di nuovi operatori e a un mercato più dinamico, si è leggermente diluita negli ultimi tre anni. Resta invece stabile il valore dei ricollocamenti rispetto agli ultimi tre anni a 23 milioni di euro, per un totale di 800 operazioni.
 

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