Veneto Banca avvia l’aumento, per Messina (Intesa Sanpaolo) il controllo finirà al fondo Atlante

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Anche Veneto Banca prova a chiedere un miliardo di euro a soci e investitori istituzionali. Ma per Carlo Messina (Ceo di Intesa Sanpaolo) al fondo Atlante andrà almeno il 51%

Luca Spoldi di Luca Spoldi8 giugno 2016 | 10:56

PARTITO L’AUMENTO DI VENETO BANCA – E’ partita stamane l’aumento di capitale da un miliardo di euro massimi di Veneto Banca finalizzato all’ammissione delle azione sul Mta di Borsa Italiana. L’offerta, rivolta agli azionisti, terminerà il prossimo 22 giugno e vede una forchetta indicativa ampia, tra 0,10 e 0,50 euro per azione, con un rapporto tra 16 e 81 nuove azioni offerte per ogni vecchia azione posseduta. L’operazione è suddivisa in tre fasi: nella prima i nuovi titoli vengono offerti agli attuali soci, successivamente verrà effettuato il collocamento istituzionale presso investitori qualificati sia nazioni sia internazionali.

IL FONDO ATLANTE DOVRA’ CONCEDERE IL BIS? – Infine, nel caso, molto probabile, in cui ci rimanessero titoli da sottoscrivere verrà richiesto l’intervento del consorzio di garanzia guidato da Banca Imi (gruppo Intesa Sanpaolo), che ha già sottoscritto (come Unicredit nel caso dell’aumento di BpVi) un accordo di sub-garanzia col fondo Atlante che dunque comprerebbe l’intero inoptato, che secondo quanto dichiarato ieri dal Cedo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, si profila superiore al 51% di Veneto Banca, il cui controllo pare dunque destinato a passare, come già quello di BpVi, allo stesso fondo Atlante.


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