Ethenea: occasione per riposizionare i portafogli

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di Finanza Operativa 29 Giugno 2015 | 15:00

“All’interno di un portafoglio bilanciato, qual è quello del fondo Ethna-AKTIV, la componente obbligazionaria è stata incrementata, investendo soprattutto in Treasury USA a lungo termine e in Bund a breve scadenza, dopo le correzioni delle quotazioni”, spiega Arnoldo Valsangiacomo, membro del Consiglio di amministrazione di ETHENEA e Gestore di Portafoglio degli Ethna Funds. “E’ stata invece ridotta l’esposizione obbligazionaria sui paesi europei periferici, liquidando alcune posizioni, come quelle sul Portogallo, e limitando sostanzialmente l’esposizione ai titoli spagnoli, poiché l’influsso delle riforme economiche nel paese attualmente promette le migliori prospettive di crescita”.
“Sul fronte azionario”, prosegue il gestore ETHENEA, “alla luce dell’aumento delle fluttuazioni, la componente equity netta è stata ridotta di quasi un terzo (-11,3%), portandola ad appena il 24% del portafoglio. A livello geografico, le vendite si sono concentrate sugli Stati Uniti, soprattutto per via delle pressioni sulla propensione al consumo degli americani, che consiglia di vendere le azioni dei settori Usa delle vendite al dettaglio e dei prodotti alimentari. È stata parimenti ridotta l’esposizione al settore bancario, mediante prese di beneficio. Gli acquisti aggiuntivi si sono concentrati nel settore farmaceutico, in quanto si ritiene che i modelli di business stabili torneranno a essere richiesti in misura crescente dagli investitori. Inoltre, la solidità finanziaria di diverse società consente l’attuazione di misure finalizzate a incrementare ulteriormente gli utili, mediante acquisizioni o nuovi riacquisti di azioni proprie”.
“Sul fronte valutario, sono state ridimensionate le posizioni in franchi svizzeri, sterline e yen, per ridurre il rischio di cambio e la volatilità del portafoglio. La componente in euro è quindi lievemente aumentata, mentre quella in dollari Usa è rimasta invariata a circa il 10%. Gli investimenti in dollari USA sono stati modificati durante il mese per sfruttare in chiave tattica l’attuale oscillazione del cambio EUR/USD tra 1,15 e 1,05. Prevediamo che in Europa i mercati dei capitali torneranno a evidenziare una distensione con l’approssimarsi di una decisione riguardo alla Grecia e siamo pronti a incrementare nuovamente determinate posizioni in azioni e obbligazioni nel momento più opportuno”.

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