Report Operativo settimanale sulle azioni del Ftse Mib: in tre anni performance più che raddoppiata

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di Finanza Operativa 17 Agosto 2016 | 18:00

Il Report Operativo di Pierpaolo Soldaini, distribuito da Finanzaoperativa.com e XTraderNet, riscuote sempre più successo. Merito della performance: le operazioni sui titoli azionari italiani a maggior capitalizzazione, appartenenti al paniere Ftse Mib, hanno generato, a partire dal giugno 2013, una performance (aggiornata al 15 luglio 2016) del +116,36%.

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In un arco temporale di tre anni le operazioni long/short sui titoli azionari italiani appartenenti al paniere Ftse Mib, hanno generato una performance lorda del +116,36%, che si traduce in un +34,74% lordo su base annua, sovraperformando nettamente il benchmark di riferimento sottostante, l’indice Ftse Mib, che ha realizzato nello stesso periodo una perdita del -4,33%.

Le operazioni profittevoli sono state il 42,72% del totale, mentre quelle in perdita sono state il 57,28%. Ciò che ha fatto la differenza è il profitto medio per le operazioni positive che è stato pari al +6,27%, a fronte di una perdita media delle operazioni negative del -2,04%, un ratio superiore al rapporto di 3 a 1 (ogni singola operazione positiva ha generato un profitto medio pari a più di tre volte la perdita media generata da ogni singola operazione negativa).

Il massimo numero di operazioni consecutive in perdita è stato pari a nove operazioni, verificatesi nel febbraio del 2016, con una perdita sul capitale pari al 4,54%, mentre il massimo drawdown è stato pari al -6,61% e si è verificato tra il 16 aprile e il 7 luglio 2015, quando la valorizzazione è passata da +79,18% a +72,57%. Il  numero delle operazioni long (acquisto) effettuate, 365 su 515 (70,87%), prevale nettamente su quelle short (vendita allo scoperto), 150 su 515 (29,13%). Interessante notare che, tra i long, la percentuale di operazioni profittevoli sale notevolmente: 44,66% di positive contro il 55,34% di negative, mentre tra quelle di vendita allo scoperto (short) le negative sono il 64,00% contro un 36,00% di positive.

Altra nota di rilievo che emerge dall’analisi del track record è il raffronto tra la performance del portafoglio azionario e il benchmark durante le fasi di correzione dell’indice Ftse Mib. Ci sono state sei fasi di correzione nel periodo considerato: le due di breve periodo tra la fine di ottobre e la metà di dicembre 2013, e tra l’inizio di aprile e la seconda metà di maggio 2014; e quella di medio periodo avvenuta tra l’inizio di giugno 2014 e il gennaio 2015. Nella prima fase l’indice Ftse Mib è sceso da +10% a +1,42%, mentre il portafoglio è salito da +15,4% a +21,3%. Nella seconda il Ftse Mib è sceso da +26,6% a +16,05%, mentre il nostro portafoglio è salito dal +35,3% al +39,3%. Nella terza il Ftse Mib è sceso da +28,8% a +3,52%, mentre il portafoglio è salito ancora dal +39,15% al +53,35%. Nelle altre due correzioni verificatesi nell’estate 2015 provocate dai fattori esogeni “crisi greca e cinese” con l’indice Ftse Mib passato da +35,95% a +19,7% (giugno) e da +36,9% a +16,8% (agosto), il nostro portafoglio ha mantenuto una performance costante attorno a +75%, che è salita a +86,33% alla fine di novembre 2015. La sesta fase di correzione è quella iniziata da novembre/dicembre 2015 e proseguita nei primi sei mesi del 2016. In tale periodo l’indice Ftse Mib ha perso oltre il -34,2%, mentre le operazioni indicate nel report operativo hanno continuato a realizzare performance positive con la valorizzazione del portafoglio salita dal +85,83% di inizio dicembre 2015 al +116,36% di luglio 2016. Questo risultato è stato ottenuto grazie all’attento stock picking sui titoli e all’utilizzo complementare degli short a fianco dei long, che consente di sfruttare anche le fasi di ribasso per incrementare la performance totale del nostro portafoglio azionario.

Tutte le operazioni NON sono state effettuate sulla base di un trading system (sistema automatico/meccanico di trading), ma tramite una METODOLOGIA di trading di tipo DISCREZIONALE basata prevalentemente su valutazioni personali con l’ausilio dell’analisi tecnica/quantitativa affiancata da strumenti di natura fondamentale. Tutte le singole operazioni sono state indicate nei report operativi settimanali, oppure direttamente tramite gli aggiornamenti infrasettimanali del blog e/o del profilo twitter, specificando chiaramente i livelli di entrata/acquisto e/o uscita/vendita allo scoperto, i livelli di stop loss, i livelli obiettivo su due target principali. La performance è calcolata tenendo conto che in ogni singola operazione è stato investito il 10% dell’intero capitale disponibile. I livelli di stop loss sulle posizioni si considerano rigidi e rigorosamente applicati. I livelli di profitto vengono consolidati seguendo una tecnica di tipo “trailing profit“. Le performance si considerano al LORDO delle commissioni di negoziazione, che variano a seconda del broker di riferimento, della tassa sulle transazioni finanziarie – cosiddetta Tobin Tax, dell’imposta di bollo sugli strumenti finanziari (0,20%) e ovviamente della tassa sul capital gain, oltre ad ogni eventuale costo strettamente inerente al broker. Le performance sono invece al NETTO dello slippage, che è già compreso nei prezzi di apertura e chiusura delle singole posizioni.

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Report Operativo performance

Report Operativo track record

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