Il Cremlino vedrà una nuova alba: la view di East Capital

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di Finanza Operativa 20 Novembre 2015 | 14:15

A cura di Marcus Svedberg, capo economista e Jacob Grapengiesser Partner di East Capital
Questo mese la Turchia prende la scena, in seguito al decisivo risultato delle elezioni parlamentari – e siamo d’accordo che questo sarà un elemento positivo per il mercato nel breve periodo – ma stiamo diventando più positivi anche sulla Russia. E’ un dato di fatto che il mercato abbia già iniziato un rimbalzo che ha poco a che fare con il petrolio. La situazione in Russia è molto diversa rispetto alla Turchia e a nostro avviso ci sono numerosi fattori che supporteranno il mercato nei prossimi mesi.
Il primo, e forse più importante, è l’atteso dimezzamento del tasso d’inflazione entro metà dell’anno prossimo che dall’attuale 15%, secondo qualche economista, potrebbe raggiunger un tasso vicino al 4% entro la fine del 2016. Il crollo potrebbe sembrare drammatico, ma due terzi dell’attuale inflazione derivano da un effetto di traslazione che discende dalla perdita di valore del rublo (-50% durante lo scorso inverno), suggerendo che l’inflazione sottostante aggiustata alla perdita di valore del rublo sia intorno al 5%. Questa caduta del prezzo sarà accompagnata da una serie di tagli dei tassi d’interesse di varie centinaia di punti base. Ciò, a sua volta, porterà ad un rimbalzo nei consumi, a prestiti bancari e molto probabilmente anche ad afflussi verso il mercato obbligazionario.
Il secondo fattore è la possibile revoca delle sanzioni europee, almeno parziale. Tecnicamente, le sanzioni scadranno a fine gennaio 2016 e l’Europa avrebbe bisogno di trovare il consenso per rinnovarle. La situazione nell’Ucraina dell’Est si è stabilizzata e sembra che tutte le parti si stiano muovendo verso un’implementazione dell’accordo Minsk II, pre-requisito per l’allontanamento delle sanzioni.
Il terzo punto si riferisce al contesto macroeconomico in generale e al rublo in particolare. Le fluttuazioni della divisa nazionale nell’ultimo anno e mezzo – risultato di prezzi del petrolio, sanzioni e questioni macroeconomiche inerenti – sono state straordinarie e rappresentano la ragione principale per cui il mercato azionario ha sottoperformato e la stabilità finanziaria è stata conservata.
Riteniamo che il rublo possa leggermente apprezzarsi a causa di un atteso modesto rimbalzo nei prezzi del petrolio, una rimozione parziale delle sanzioni ed un lieve miglioramento macroeconomico. L’economia è in recessione e continuerà a operare molto al di sotto del proprio potenziale, ma riteniamo che abbia toccato il fondo nel secondo trimestre.
Il quarto punto riguarda le società. Abbiamo visto leader del mercato come Magnit, Aeroflot e MVideo abbiano accresciuto il loro EBITDA tra il 30% e il 60% nel primo semestre anche se l’economia si è contratta di quasi il 5%. E i retailer come Lenta e Detsky Mir hanno incrementato le vendite del 30%-40% nel secondo trimestre quando l’economia stava toccando il fondo. Ovviamente, ci sono società che sono in difficoltà, ma gli esempi sopra citati non sono solo degli aneddoti, gli utili societari sono stati complessivamente molto forti quest’anno.
Infine, la Russia sta adottando un processo di riforme che dovrebbe aiutare il mercato e l’economia nel lungo periodo. Ci sono stati di recente tre miglioramenti. In primo luogo, la Russia ha modificato il suo sistema pensionistico e il governo adesso supporta la ripresa della contribuzione nei fondi pensioni privati. In secondo luogo, la Russia continua a migliorare il suo contesto d’investimento, infine, è ripartito il sistema anti-corruzione. Questo è un processo meno tangibile, ma la corruzione non solo sta emergendo ma va anche a giudizio.

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