Tech or treat? L’outlook di Halloween sulla blockchain

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Avatar di Stefano Fossati 31 Ottobre 2019 | 12:30

“Nel settore dei beni di consumo non discrezionali, vediamo come la tecnologia blockchain sia impiegata dalla grande distribuzione organizzata per tracciare la filiera dei beni deperibili. Ci sono due fattori chiave che guidano l’adozione della tecnologia in questo settore: 1) la capacità di mitigare l’impatto delle malattie di origine alimentare e 2) la domanda dei consumatori per una maggiore trasparenza sull’origine del cibo”. E’ quanto sottolinea Erik Swords, gestore di Bny Mellon Digital Assets.

“Data la capacità della blockchain di fornire informazioni affidabili e in tempo reale sulle transazioni dei beni dalla fattoria al camion, dal camion alle dogane e ai porti, dalle navi ai distributori e infine ai consumatori finali, prevediamo che questa tecnologia diventerà lo standard dell’industria, e la soluzione di fiducia per il controllo delle filiere complesse”, aggiunge l’esperto.

Per quanto concerne il primo fattore, vale a dire la capacità di ridurre l’impatto delle malattie di origine alimentare, è esemplificativo il caso degli Stati Uniti. “Qui ci sono stati diversi casi di partite di lattuga avariata, che hanno spinto una delle più grandi catene retail alimentari ad adottare un sistema conforme di tracciabilità basato sulla blockchain entro la fine del terzo trimestre del 2019. Questo permette di ridurre il tempo necessario per tracciare l’origine degli alimenti da varie settimane a pochi secondi. La contaminazione di partite alimentari può determinare casi di ospedalizzazione e, nei casi più gravi, di morte. Inoltre, ciò ha delle conseguenze a cascata, con un calo della fiducia generale dei consumatori e la rimozione di prodotti analoghi anche se non infetti – con un impatto sui coltivatori. I vantaggi della blockchain sono evidenti, e ci aspettiamo che la diffusa adozione di questa tecnologia permetta di ridurre l’impatto delle malattie di origine alimentare, aumentare la fiducia nel settore, diminuire gli sprechi e aumentare l’accesso dei piccoli fornitori internazionali alle grandi catene globali della Gdo”.

Il secondo fattore chiave che spinge l’adozione della blockchain in questo settore, secondo Swords, è la domanda di trasparenza. “In Europa, un colosso della Gdo alimentare è riuscito ad aumentare la fiducia dei consumatori nella propria linea di prodotti, sfruttando i dati generati dalla tracciabilità per fornire informazioni sulla provenienza effettiva del cibo acquistato. L’azienda ha riportato un aumento delle vendite di carne di pollo grazie alla maggiore trasparenza permessa dalla tecnologia blockchain. Con una nuova generazione di nativi digitali pronta a guidare le preferenze di consumo, prevediamo che ci sia una crescente domanda di informazioni sulle fattorie d’origine, sulle spedizioni, e anche sull’impatto ambientale e sociale dei beni alimentari venduti e acquistati”.

Beni di consumo non discrezionali

“Il settore del lusso e della moda si trova spesso ad affrontare il problema della contraffazione, che può nuocere alla reputazione dei brand e competere con la domanda di prodotti legittimi. Per questa ragione, uno dei più grandi e popolari marchi di moda al mondo ha adottato una soluzione basata sulla tecnologia distributed ledger (blockchain) per sostanziare l’autenticità dei propri prodotti venduti su scala globale”, spiega ancora Swords. “La capacità di provare la vera identità dei designer e produttori aumenta il valore di un bene per il consumatore finale, e lo preserva in ogni passaggio, dalla filiera alla vendita nei negozi sino anche a una eventuale rivendita sul mercato secondario. Connettendo le potenzialità della blockchain, che permette di creare un registro immutabile e non replicabile delle transazione di un bene nel mondo digitale, con un chip RfID inserito nel prodotto fisico, i designer preoccupati dai falsi sul mercato nero hanno ora una soluzione per generare fiducia sulle proprie linee prodotto e assistere al meglio i consumatori che si rivolgono a mercati non regolati (come le rivendite tra privati) per beni di alto valore. Crediamo che questa soluzione digitale sarà sempre più spesso utilizzata dai designer per proteggere i marchi e i clienti fedeli da repliche fraudolente e contraffazioni”.

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