Mercati: Amplifon chiude il 2020 in calo, ma la ripresa è dietro l’angolo

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di Gianluigi Raimondi 8 Aprile 2021 | 10:03

Alla fine di un anno a due velocità, Amplifon chiude il 2020 con fatturato sceso del 10% a 1,6 miliardi ed un utile in calo del 7% a 101 milioni, mentre i margini migliorano dal 21,4% al 23,8% grazie al contenimento dei costi. Diversa la lettura su base omogenea: Ebitda (-5,6%) Ebit (-16,3%) e utile (-20%). Pur mantenendo una certa cautela, il management si aspetta una graduale normalizzazione del mercato in virtù della quale si attende una ripresa dei ricavi e della redditività. Tuttavia, permane elevato il rischio connesso all’aumento della competizione, oltre a quello legato ad uno sviluppo tecnologico alternativo all’apparecchio acustico. Ecco di seguito l’analisi di Market Insight.

        1. Modello di Business
        2. Conto Economico
        3. Breakdown ricavi
        4. Stato Patrimoniale
        5. Ratio
        6. Outlook
        7. Borsa

Modello di Business

Amplifon, leader globale del mercato retail dell’hearing care, opera nella progettazione, applicazione e commercializzazione di apparecchi acustici.

Attraverso un network di circa 11.400 punti vendita in 27 Paesi e 5 continenti, il gruppo offre prodotti e servizi esclusivi, innovativi e altamente personalizzati, per garantire a ognuno la migliore soluzione.

Oltre agli apparecchi acustici, il gruppo offre  accessori amplificati (telefoni e cellulari, cuffie, orologi e sveglie), tappi e otoprotettori standard e su misura, ma anche l’App Amplifon per ogni smartphone che permette di regolare in modo semplice e veloce le funzioni dell’ apparecchio acustico.

Conto Economico

Il 2020 del gruppo, fortemente condizionato dagli effetti della pandemia, è stato caratterizzato da un primo semestre in discesa a cui a fatto seguito una seconda parte in miglioramento. Complessivamente il giro d’affari è diminuito del 10% a 1,6 miliardi (-9,3% a cambi costanti) interamente riconducibile all’emergenza Covid-19, acuitasi principalmente tra marzo e giugno per poi recuperare  nella seconda metà dell’anno. In particolare il calo a livello organico è stato pari all’11% , a cui si aggiunge il contributo delle acquisizioni per l’1,7%, mentre la variazione cambi ha inciso negativamente per lo 0,9%.

La negativa performance dei ricavi è stata controbilanciata dalle misure di contenimento dei costi intraprese consentendo alla marginalità operativa di salire al 23,8% (+250 bp) con un Ebitda pari a 371 milioni (+0,1%).

Ebit segna poi una calo del 5% a 168,5 milioni, con una redditività sulle vendite pari al 10,8%, rispetto al 10,2%  del 2019, spesati maggiori ammortamenti e svalutazioni  (+4,6% a 202,5 milioni) derivanti in particolare dagli investimenti effettuati nel 2019 per l’apertura di nuovi negozi e dai maggiori ammortamenti da attività per diritti d’uso.

L’esercizio chiude con un utile netto di competenza diminuito del 7% a 101 milioni, dopo maggiori oneri finanziari netti (+8% a 29 milioni) e la lieve diminuzione del tax rate dal 27,7% del 2019 al 27,5%.

Si segnala che nel 2019 sono stati registrati oneri non ricorrenti originati sostenuti a seguito dell’integrazione di GAES (acquisita a dicembre 2018), non presenti nel 2020. Escludendo dal 2019 tali oneri l’Ebitda segna un calo del 5,6%, con una marginalità comunque in aumento di 110 bp, l’Ebit del 16,3% e l’utile netto di oltre il 20%.

Clicca qui per continuare a leggere l’analisi su Amplifon di Market Insight.

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