Tornano le manette a Wall Street

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di Marco Mairate 19 Giugno 2008 | 16:36
I colletti bianchi non sono più al sicuro. Dopo 12 mesi di perdite miliardarie da parte di banche e investitori, l’establishment di Wall Street incomincia a tremare sotto il tintinnio delle manette. Dallo scandalo dei junk bond (come dimenticare il Junk Bond King Michael Milken) fino ai più recenti scandali contabili degli anni 2001-2002 (Enron e compagni) la finanza speculativa torna a fare i conti con la giustizia ordinaria.

Scatta l’operazione “Malicious Mortgage” e le manette per due ex hedge fund manager di Bear Stearns.

Ralph Cioffi (nella foto) e Matthew Tannin, rispettivamente portfolio manager e chief operating officer dei due fondi hedge di Bear Stearns, sono stati prelevati stamattina dalle loro case perché coinvolti nelle indagini del fallimento di due fondi gestiti sotto il cappello di Bear Stearns.

Ciuffi, 52 anni, sarebbe stato prelevato dalla sua casa nel New Jersey mentre Tannin, 46 anni, direttamente dal suo attico di Manhattan, avrebbe detto il portavoce dell’FBI di New York.

Ciuffi e Tannin, insieme, erano la spina dorsale dei due fondi Bear Stearns High-Grade Structured Credit Strategies e Enhanced Leverage Master Fund.

Secondo quanto appreso da Bloomberg, i due manager avrebbero taciuto circa le effettive condizioni dei due fondi pesantemente investiti in subprime e collassati in un buco da alcuni miliardi di dollari.

Gli inquirenti in particolare avrebbero trovato materiale interessante nelle e-mail dei due gestori, dove molto chiaramente si lasciava intendere che i fondi stavano attraversando un brutto momento. In particolare in una di queste ‘missive’ Tannin confida a Cioffi tutti i suoi dubbi sui titoli obbligazionari in cui il fondo è investito, definendo il mercato come “toast” e suggerendo di chiudere immediatamente i fondi.

Sfortunatamente quattro giorni prima di questo scambio epistolare i due continuavano a sostenere (davanti ai propri investitori tra cui Barclays Bank) che i due fondi non correvano alcun rischio.

La posizione di Cioffi si complica ancora di più dopo la scoperta che il gestore avrebbe disinvestito 2 milioni di dollari (appartenenti allo stesso Cioffi) da uno dei fondi collassati solo poche settimane prima del default finale.

L’arresto fa tremare banker e gestori di Wall street che riassaporano il clima di caccia alle streghe del 2001, anno in cui la Grande Mela fu colpita da un’ondata di arresti a seguito dei crac Enron e WorldCom.

“Il fiume sta per uscire dagli argini” ha commentato a Bloomberg un noto avvocato newyorchese specializzato in causa civili: sarebbero infatti già 400 le persone coinvolte nel crac della finanza ‘creativa’ legata alla bolla immobiliare Usa.. e siamo solo all’inizio.

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