Asset allocation: titoli value per fronteggiare l’avanzata dei tassi

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di Redazione 28 Settembre 2021 | 16:02

Di solito, a distanza di due anni da una crisi finanziaria, i mercati hanno storicamente registrato rendimenti positivi seppure con livelli più alti di volatilità. Dopo il rally significatico che l’indice S&P 500 ha registrato a partire dai minimi di marzo del 2020, abbiamo di fatto riscontrato una maggiore volatilità, in particolare durante l’ultimo mese.

Dall’inizio della pandemia, i tassi d’interesse tenuti artificialmente bassi, il quantitative easing e lo stock di spesa pubblica hanno alimentato un’evidente crescita degli utili.

“Tuttavia, stiamo iniziando a vedere i segnali della conclusione del rally degli utili, con un numero crescente di società che stanno mettendo in guardia proprio per quanto riguarda l’andamento degli utili. Inoltre, con i primi segnali di inflazione in arrivo e l’aspettativa di un aumento dei tassi di interesse, il sentiment del mercato non ha potuto che indebolirsi“. Ad affermarlo è Geir Lode, Head of Global Equities per la divisione internazionale di Federated Hermes, che di seguito spiega nel dettaglio la view.

Il programma della Fed prevede di dar presto l’avvio al tapering per invertire la rotta del massiccio allentamento quantitativo che è stato necessario per favorire la ripresa post-pandemica. L’ultima survey della Fed di New York ha evidenziato che le aspettative di inflazione a tre anni sono salite al livello più alto registrato dal 2013, incrementando le probabilità di tapering.

Data l’ampia portata di acquisti durante la pandemia, la Fed è condizionata nell’andare avanti anche nel caso di un peggioramento delle condizioni legate alla pandemia stessa.

Crediamo che i cosiddetti colli di bottiglia cui stiamo assistendo, per esempio nel settore dei trasporti, si allenteranno con la ripresa dell’economia. Potremo vedere qualche delusione in più in termini di utili e tassi d’interesse più alti fino al 2022, tuttavia gli investitori adotteranno un orizzonte temporale oltre il 2022 e quindi il bull market non ne risentirà. In un contesto di questo genere gli investitori dovrebbero concentrarsi sui titoli value meno sensibili all’incremento dei tassi d’interesse.

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