Mercati, lusso: le conseguenze della guerra in Ucraina e i nuovi target di Barclays

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di Gianluigi Raimondi 22 Marzo 2022 | 10:31

Che fine faranno i beni di lusso diretti in Russia? E’ evidente che con il conflitto e le sanzioni il flusso di prodotti di lusso verso le (prima del conflitto almeno) capaci tasche ex-sovietiche si è interrotto, con danni anche importanti per alcune realtà che praticamente contavano solo su di loro per sostentarsi.

A livello di grandi brand, tuttavia, il colpo potrebbe non essere troppo letale, tant’è vero che Barclays, nel suo report “Ready for a fashionable comeback“, lascia invariate o quasi le previsioni borsistiche nei prezzi di marchi quotati a Milano come Tod’s e Salvatore Ferragamo, mentre nel caso di brand europei come Moncler, Hermes, LVMH le previsioni sono addirittura al rialzo.

Barclays

Secondo Barclays, la Russia spiega l’1-2% delle vendite medie dei brand considerati nell’analisi, che arrivano al 2-3% considerando i turisti che fanno shopping all’estero. La flessione per il 2022 stimata da Barclays tuttavia potrebbe limitarsi ad un 2 per cento circa, e potrebbe essere compensata da buone performance su altri mercati. E niente paura se l’inflazione e l’incertezza possono deprimere i consumi; questo avviene solo per la gente comune, mentre, fa notare la banca d’affari, i beni di lusso hanno sempre sovraperformato in tempi di stagflazione, come ahimè sono i presenti.

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