Mercati: pressioni rialziste sul Ftse Mib

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di Fabio Pioli 27 Maggio 2022 | 10:01

La situazione internazionale, lo sappiamo, guardando alla guerra in Europa e a quelle nel resto del mondo, è pessima. La situazione economica, con inflazione, aumento dei tassi, restrizioni prima associate al covid ora associate alle sanzioni, scarsità di cereali e materie prime è altrettanto preoccupante se non allarmante.

E se, nonostante tutto, i mercati finanziari salissero? Sì perché molti sono fuorviati dalle notizie e non si concentrano sui prezzi. Noi invece lo abbiamo sempre detto e siamo stati tra i pochi a farlo: qui è in gioco, dato il laterale imperversante, una fortissima oscillazione; ma non è detto che sia al ribasso.

Vi do un’ infomazione infatti: i mercati si disinteressano delle notizie; siete voi lettori gli unici ad esserne influenzati. Mentre le banche internazionali le usano a loro vantaggio e a vostro discapito.

Già abbiamo detto come la tenuta dei 23.000 punti del future sull’indice Ftse Mib fosse importantissima per continuare a definire il mercato italiano come rialzista. Sopra i 23.000 punti il mercato italiano è dunque oggettivamente (ancora?) rialzista (Figura 1).

Fig 1. Future Ftse Mib – Grafico mensile

Secondo elemento: il laterale. Era evidente (ma solo ad occhi esperti come i nostri) che non fosse stato rotto al ribasso e che occorresse avere pazienza (anche qui un grave errore del risparmiatore moderno: l’impazienza) fino a 21.060 per decretare eventualmente l’impossibilità dell’uscita al rialzo.

E se dunque i prezzi uscissero al rialzo anziché al ribasso (si ricordi che un laterale di più di 50 giorni possiede una carica esplosiva enorme). E se venisse espressa al rialzo (Figura 2)?

Fig 2. Future Ftse Mib – Grafico giornaliero

Noi non ci stupiremmo. D’altronde le direzioni del mercato sono sempre due e le resistenze forti alla salita si trovano in area 25.500-26.000 quindi 1000 punti sopra gli attuali (Figura 3).

Fig 3. Future Ftse Mib – Grafico giornaliero

Quindi il mercato italiano può partire all’ insù senza colpo ferire almeno fino a 25.500 punti.

E anche Dea Capital può farlo (partire all’insù). Infatti il suo supporto mensile di 1,157 euro è stato tenuto. Basterebbe un superamento della resistenza (sempre mensile) di 1,26 per far riprendere il trend al rialzo. Per un long lo stop-loss giusto sarebbe 0,927 (Figura 4).

Fig 4. Dea Capital – Grafico mensile

Si faccia invece attenzione a Portobello se dovesse andare a violare il supporto mensile di 29,40 euro. Tale fatto decreterebbe un’ inversione di trend al ribasso nel lungo periodo. Lo stop-loss giusto per uno short sarebbe 55,10 euro (Figura 5).

Fig 5. Portobello – Grafico mensile

A cura di Fabio Pioli, trader, analista finanziario e Fondatore di CFI (www.cfionline.it)

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