Mercati, Franco Umberto Marmi: crescita a doppia cifra. L’analisi

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di Gianluigi Raimondi 6 Luglio 2022 | 13:29

Il primo trimestre 2022 ha evidenziato per Franchi Umberto Marmi (Fum) il proseguimento del trend di crescita iniziato lo scorso anno, registrando un aumento dei ricavi del 27% a 21 milioni. Per l’intero esercizio, il fatturato è previsto in crescita a doppia cifra, con il mantenimento dei livelli di reddittività raggiunti negli ultimi anni grazie a un price power che consente di mitigare l’incremento dei costi. Il tutto confermando la strategia di diversificazione geografica rafforzando la propria presenza sia in mercati consolidati sia in mercati emergenti, anche grazie al sempre maggior focus della clientela sulle caratteristiche intrinseche di sostenibilità del marmo e al crescente impegno della società in ambito ESG. In questo scenario, ecco di seguito l’analisi fondamentale sulla società elaborata da Market Insight.

        1. Modello di business
        2. Ultimi avvenimenti
        3. Conto economico
        4. Breakdown ricavi
        5. Stato patrimoniale
        6. Ratio
        7. Scenario e outlook
        8. Borsa

Modello di business

Franchi Umberto Marmi è una società attiva dal 1971 nella lavorazione e commercializzazione di blocchi e lastre di marmo di Carrara, pietra naturale autentica espressione del “Made in Italy” e del lusso, con peculiarità e caratteristiche uniche nel panorama nazionale ed internazionale.

Il Gruppo può contare su un modello di business integrato che copre tutte le fasi del processo produttivo e distributivo, coniugando l’esigenza di controllare l’intera filiera per assicurare la qualità del prodotto, con quella di rendere efficienti le fasi di produzione e distribuzione al fine di soddisfare la clientela.

L’attività è concentrata principalmente all’interno dei 59.000 metri quadrati della sede di Carrara, che rendono l’Azienda il più grande spazio espositivo dedicato al marmo di Carrara.

I prodotti della società possono essere declinati in blocchi e lastre di marmo, contraddistinti da differenti caratteristiche cromatiche e strutturali. FUM beneficia di costanti fonti di approvvigionamento potendo contare su rapporti di fornitura consolidati nel tempo con società attive nel settore dell’estrazione e potendo così accedere alla materia prima estratta da cave ubicate nel distretto apuo-versiliese.

La diversificazione delle fonti di fornitura consente alla società di accedere all’intera gamma del materiale permettendo un’accurata scelta dei materiali e la fornitura anche di notevoli quantità di materiale di qualità costante. FUM si distingue per la cura e la particolare attenzione prestata nella selezione dei materiali operando un controllo costante sulla qualità del prodotto, attraverso un monitoraggio rigoroso di tutte le fasi del processo produttivo, dall’approvvigionamento delle materie prime fino alla commercializzazione di blocchi e lastre.

Grazie ad un impegno costante, la società è riuscita a perseguire negli anni una politica di crescita ampliando la propria attività sul mercato nazionale ed internazionale, divenendo così uno dei più importanti operatori del settore.

Negli ultimi anni, infatti, FUM ha perseguito una strategia di diversificazione geografica incrementando il presidio commerciale sui mercati internazionali. In particolare, la Società commercializza i propri prodotti in diversi Paesi tra i quali Cina, Stati Uniti, Qatar, Turchia, Arabia Saudita e Vietnam.

La società ha inoltre esteso la propria operatività commerciale nel continente australiano acquisendo nel novembre 2019 il 49% di Franchi Umberto Marmi Australia PTY, nel mercato italiano acquisendo nel gennaio 2021 il 50% delle quote della Ingegner Giulio Faggioni e nel dicembre 2021 del 51% delle quote della Recovery Stone, e nel mercato statunitense nel dicembre 2021 acquisendo il 33% delle azioni della CIOT New York.

Il sostegno allo sviluppo socio-economico, il rispetto e l’integrazione con il territorio contraddistinguono da sempre Franchi Umberto Marmi e sono un tratto distintivo dell’azienda. In questa direzione s’inserisce la certificazione ambientale LCA-EPD, a dimostrazione del basso impatto ambientale rispetto, ad esempio, ai prodotti ceramici ed affini.

La stessa filiera presenta anche bassi impatti di CO2, in considerazione delle limitate distanze di approvvigionamento della materia prima “marmo” dagli impianti di lavorazione. Infine, la moderna gestione delle cave del Gruppo – orientata alla costante ricerca di soluzioni tecniche performanti dal punto di vista ambientale – e la valorizzazione del giacimento di cava, permette un forte abbattimento anche del potenziale consumo di materie prime elementari.

Clicca qui per continuare a leggere l’analisi fondamentale di Franco Umberto Marmi di Market Insight.

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