L’auto torna in pista?

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di Finanza Operativa 19 Aprile 2017 | 16:00

A cura di Francesco Lavecchia, Morningstar
L’auto crea nuove buy opportunity per gli investitori. Negli ultimi tre mesi il comparto ha ceduto oltre il 7%, in controtendenza con la media dei mercati mondiali che hanno guadagnato quasi il 4%. Ora le stock dell’industria automobilistica sono tra quelle scambiate ai prezzi più convenienti con un rapporto Prezzo/Fair value medio paria 0,83.
Bmw fa leva sul brand. Bmw ha ceduto il 5,6% ed è scambiata al momento a un tasso di sconto del 22% rispetto al fair value che è pari a 105 euro (report aggiornato al nove marzo 2017). La casa tedesca è una delle poche alle quali gli analisti di Morningstar assegnano una posizione di vantaggio competitivo all’interno del settore, frutto del forte potere del suo marchio che le permette di ricavare premium price generosi. Gli ultimi dati di bilancio dimostrano il buono stato di salute del gruppo.
Il management ha presentato alcuni numeri di fine esercizio 2016: gli utili per azione hanno superato il consensus del mercato (10,45 euro contro 10,25 euro) e i volumi di vendita e i ricavi hanno toccato un nuovo record storico. Nel frattempo Bmw ha annunciato che nel 2017 l’azienda sarà in grado di migliorarsi ancora. Le previsioni degli analisti per i prossimi cinque anni indicano un progresso medio del fatturato del 3,6%, sostenuto dalla forte presenza del gruppo sui mercati mondiali, e un margine operativo stabile attorno al 9%.
Tata può contare sulla crescita di India e Cina. Tata Motors ha perso negli ultimi tre mesi oltre l’8% del suo valore di Borsa, ma nel suo caso il deprezzamento è stato causato dei negativi dati del secondo trimestre, in cui i margini di profitto hanno tradito le attese del mercato. “L’utile per azione è sceso a 0,26 rupie, rispetto agli 8,62 riportati nello stesso periodo dell’anno precedente, a causa degli elevati costi sostenuti per il lancio dei nuovi modelli”, dice Richard Hilgert analista azionario di Morningstar.
“Tuttavia la ripresa del mercato indiano e le enormi potenzialità di crescita nel segmento delle autovetture di fascia elevata in Cina alimentano la nostra fiducia sul futuro dell’azienda. Tata può contare su brand di elevato valore come Jaguar e Land Rover che le permettono di ricavare mark-up generosi sui prezzi di vendita e le nostre previsioni per i prossimi cinque anni indicano una crescita media del fatturato del 6,3% e il progressivo miglioramento del margine Ebitda”. Il mercato sottovaluta questo trend positivo e sconta il titolo di oltre il 15% rispetto al fair value che è pari a 42 dollari (relativamente all’ADR quotata sul New York Stock Exchange, report aggiornato al 14 febbraio 2017).
 
Rapporto Prezzo/Fair value settore auto

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