Città globali, Los Angeles premiata da Schroders

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Indice Schroders Global Cities 30: Los Angeles di nuovo in vetta alla classifica

Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti8 febbraio 2018 | 12:00

Fare affari nella città degli angeli. Sembra un paradosso dal sapore quasi blasfemo, ma la ragione di questa riflessione ce la dà il fatto che Los Angeles si è aggiudicata la vetta dell’indice Schroders Global Cities 30 delle migliori città globali (dedicato alle città più promettenti al mondo sulla base di fattori come le previsioni di crescita economica e del reddito disponibile nel prossimo decennio, l’offerta universitaria e la numerosità della popolazione ) per la seconda volta di fila, battendo di poco Hong Kong, che ha invece scalzato Londra dalla seconda posizione.

Il benessere è sempre più una questione a stelle e strisce dato che le metropoli statunitensi continuano a dominare l’indice, aggiudicandosi 17 delle prime 30 posizioni, di cui 5 nella top ten. New York, la città più popolosa degli Stati Uniti, è salita di una posizione, dal quinto al quarto posto, mentre sia Boston che Chicago hanno perso terreno, passando rispettivamente dal terzo al sesto posto e dal quarto al settimo posto.

Proprio sulle città statunitensi ha acceso i riflettori il recente bando di Amazon, in cerca della location migliore per il suo secondo Quartier Generale in Nord America. La società ha selezionato in shortlist 20 città, di cui 11 fanno parte dell’indice Schroders Global Cities 30.

E la Cina, da molti considerata la vera antagonista economica degli Usa? Le città cinesi continuano a piazzarsi bene nell’indice, con Shanghai e Pechino nella top ten. Chiaramente viene riflesso nell’indice il benessere crescente delle principali città cinesi. La portata e la crescita di queste metropoli giustifica il loro posizionamento alto nel ranking. Shanghai, Pechino e Shenzhen hanno tutte guadagnato posizioni sulla base di piccoli miglioramenti sul fronte del reddito. Questo progresso testimonia l’aumento di ricchezza della popolazione delle città cinesi con la transizione da un’economia manifatturiera a una orientata ai consumi.


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