Fondi chiusi, missione compiuta per Banor Special Situations

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Il comparto raggiunge il capitale richiesto

Avatar di Redazione23 gennaio 2019 | 16:05

Banor Special Situations, il fondo chiuso lanciato a maggio 2018 da Banor Capital e dedicato agli investimenti distressed in immobili di pregio, ha terminato la raccolta a fine dicembre 2018, con una dotazione di capitale iniziale superiore ai €55 milioni di euro. BSS avrà 3 anni di tempo per investire il capitale.

Il fondo è riservato ad investitori professionali e nasce dalle opportunità nate in seguito al periodo di crisi degli anni scorsi che il gestore, Lorenzo Guidi, ha individuato nell’ambito degli assets distressed illiquidi presenti sul mercato. Tipicamente, infatti, vengono acquistati attivi immobiliari e/o crediti ipotecari da aste e procedure concorsuali dai gestori di crediti non performing o direttamente dalle banche.

L’obiettivo di ritorno per gli investitori del fondo (al netto delle fee di gestione) è di circa il 10-12% annuo.

La strategia di investimento si basa su tre pilastri principali:

  1. Il primo si concentra su crediti ipotecari o asset immobiliari singoli. Il gestore del fondo non crede nell’opportunità dei grandi portafogli perché, in questo momento storico, ritiene che si tratti di una strategia che rischia di generare molti errori;
  2. In seconda battuta, si prendono in considerazione solo attivi sottostanti ai crediti e/o immobili di alta qualità. L’opportunità che il gestore vede in Italia è quella di acquistarli a valori ritenuti sensibilmente al di sotto di quelli di mercato. Si tratta solitamente di attivi con grandi potenzialità di valorizzazione e che attraggono interesse da clienti non solo italiani. La strategia adottata va controcorrente ed obbliga ad essere molto selettivi perché lo stock di NPL nel sistema bancario si concentra in prevalenza su piccoli tagli;
  3. Da ultimo, il focus è posto su un segmento di mercato medio-piccolo, quello cioè con valori di transazione compresi tra gli 1 ed i 15 milioni di euro.

“Crediamo si tratti di un segmento molto interessante perché ci consente di posizionarci al di sopra del livello a cui arrivano di solito gli investitori privati ed al di sotto di dove investono i grandi fondi esteri”, spiega Lorenzo Guidi, gestore del fondo Banor Special Situations, che prosegue “All’interno del settore sopramenzionato, abbiamo individuato parecchie opportunità d’investimento molto interessanti sin dall’inizio dell’operatività del fondo, cioè maggio 2018. Abbiamo già cominciato ad investire chiudendo 7 transazioni per un totale di 10 milioni di euro”.

“Nel fondo c’è molta bellezza, quella dell’Italia e di molte opportunità che vanno soltanto scoperte” sottolinea Giacomo Mergoni, CEO di Banor Capital, che aggiunge “Lorenzo sta cercando di cogliere le possibilità offerte da questi oggetti unici con grande competenza ed una visione ampia sul mercato immobiliare che non è confinata soltanto agli asset fisici. Le prime operazioni si sono concluse con successo e ci fanno essere ottimisti sui deal futuri”.


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