Bim cerca il grande rilancio

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Andrea Giacobino di Andrea Giacobino 27 Settembre 2019 | 08:08
La banca guidata da Moro vara il nuovo piano che prevede il ritorno all’utile nel 2022. Nel primo semestre perdita di 25,6 milioni.

Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni (Bim) cerca il grande rilancio. Ieri sera il consiglio d’amministrazione della quotata Bim, presieduta da Alberto Pera e guidata dall’a.d. Claudio Moro (nella foto), ha approvato il piano strategico 2019-2024 che prevede il focus sulla clientela hnwi con una razionalizzazione e riprogettazione del modello operativo. A ciò si aggiunge un rafforzamento patrimoniale fino a 100 milioni di euro nell’arco del piano, di cui 44 milioni dal controllante fondo Attestor attraverso il veicolo Trinity Investments da questo mese a gennaio del 2020.

Il piano prevede il ritorno all’utile nel 2022 attraverso uno sviluppo commerciale e l’accelerazione su innovazione e tecnologie digitali integrando l’offerta nel wealth management, asset management (tramite la controllata Symphonia Sgr) e investment banking.

I numeri del piano prevedono che gli aum passino dagli attuali 5,5 miliardi di euro a  circa 10 miliardi nel 2024, con mix ricavi provenienti per il 70/80% dal wealth management, per il 10/20% dall’asset management e per il 5/10% dall’investement banking. “Il nuovo piano strategico – ha detto Moro – costituisce un progetto di forte rinnovamento e discontinuità, pur valorizzando la storia, le competenze e le qualità distintive di Bim”. Il cda ha approvato anche i conti del primo semestre 2019 chiusi con una perdita consolidata di 25,6 milioni rispetto a quella di circa 110 milioni dello stesso periodo 2018, con aum pari a 5,4 miliardi circa e un Cet1 Ratio del 17,97%.

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