Contenere la volatilità con gli ETF: missione possibile

A
A
A

Esistono degli strumenti che permettono di proteggersi, o di mantenere un’esposizione al mercato azionario nel lungo periodo

Marco Barlassina di Marco Barlassina30 marzo 2018 | 10:03
Il 2018 ha proposto a sorpresa il ritorno della volatilità sui mercati finanziari. Dopo un intero 2017 nel quale non si è assistito ad alcun episodio di volatilità, lo scorso febbraio i mercati hanno vissuto un sussulto in corrispondenza di alcune avvisaglie di un ritorno di fiamma dell’inflazione negli Stati Uniti. Allarme presto rientrato, ma purtuttavia un richiamo importante per investitori e consulenti finanziari a fare i conti con un aspetto congenito dei mercati finanziari: la presenza di fasi in cui il nervosismo spinge i corsi azionari verso il basso anche in un arco di tempo limitato.
Esistono comunque degli strumenti che permettono di proteggersi, o di mantenere un’esposizione al mercato azionario nel lungo periodo (anche in ottica di asset allocation), con una maggiore dose di tranquillità.
Tra questi un ruolo emergente è coperto dagli ETF Minimum Volatility, una particolare categoria di ETF smart beta che hanno l’obiettivo di ridurre il rischio di un portafoglio attraverso la selezione di azioni a bassa volatilità, quelli cioè che storicamente si muovono al rialzo o al ribasso con più moderazione. Si tratta di ETF che definiscono, attraverso modelli multifattoriali, un paniere di titoli a bassa volatilità, con vincoli di natura geografica e settoriale che li renda non troppo dissimili dall’indice di origine.
Una strategia che ha dimostrato di funzionare: evidenze empiriche mostrano come, su orizzonti temporali di medio-lungo termine, portafogli con titoli poco volatili abbiano prodotto rendimenti aggiustati per il rischio superiori rispetto a portafogli con titoli molto volatili.
“Le strategie fattoriali e in generale l’indicizzazione basata su indici non tradizionali  – spiega Marco Tabanella, ‎Head of Wealth/Retail Segment iShares Italy – consentono di isolare componenti diversificate di alfa a cui accedere non più attraverso gestori attivi, ma direttamente e in modo efficiente tramite ETF. Gli ETF smart beta si pongono, in un certo senso, a metà strada tra gestione attiva e passiva tradizionale e testimoniano un’evoluzione del contributo positivo della gestione passiva al processo di costruzione di portafoglio e di asset allocation”.
Per affrontare condizioni di mercato variabili, l’innovazione proposta dagli emittenti di ETF, propone anche una strada ulteriore. “In passato – prosegue Tabanella – i singoli fattori sono stati utilizzati nella gestione attiva per generare Alfa e adesso assumono importanza crescente nell’ambito della gestione indicizzata. Essendo i fattori spiegati da ragioni diverse, la loro ciclicità implica anche il beneficio di combinare più fattori quali value, quality, size e momentum in una soluzione unica definita multifactor e volta a generare rendimento sul lungo periodo nelle diverse condizioni di mercato. Utilizzando un prodotto multifactor posso quindi diversificare i rischi, come durante fasi recessive in cui ad esempio le azioni value sono destinate a soffrire e i titoli quality, con fondamentali più solidi, possono proteggere dalle perdite. I fattori hanno storicamente esibito correlazioni ridotte, se non negative, rendendo le strategie multifactor una soluzione con potenziale di performance in diverse condizioni di mercato”.

 


Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Etf, un gennaio da urlo

Invesco, l’etf che guarda al real estate

SSGA: nuova cinquina su Etf Plus

iShares Italy, l’ascesa di Favero

Etf a prova di Brexit

Etf: Legal & General IM si presenta con una cinquina

Raffica di Etf da Hsbc Gam

Risparmio gestito, Etf in crescita fondi comuni in calo

HANetf, distribuzione e marketing sono più forti

Etf, tripletta Sri di Amundi

Risparmio gestito, gli europei giocano in difesa

Etf: nelle azioni privilegiate ci Invesco

Etf: le banche europee esposte per 140 miliardi

Poker sull’Etfplus per JPMorgan AM

Etf, una doppietta innovativa per Han e GinsGlobal

Etf, il debutto di HANetf a Piazza Affari

Lyxor, etf a misura di cyborg

Poker di Invesco sull’Etf Plus

No della Sec a nove Etf sul bitcoin

Etf, la corsa non si arresta

iShares, quando il binomio è perfetto

Etf, nuova proposta multifattoriale

Sull’etf splende il Sol Levante

Etf, la tattica paga di meno

Etf, quando gli smart beta cambiano il benchmark

Etf a tutto investment grade con Ubs

Etf, raccolta in picchiata

Il (vecchio) passivo è morto, evviva il (nuovo) passivo

Etf, perché avranno successo tra i consulenti

Capitali, come portarli all’estero (legalmente)

Consulenza previdenziale: gli etf piacciono ai fondi pensione

WisdomTree, CoCome ti innovo l’obbligazionario

Fondi passivi sostenibili, la strada è ancora lunga

Ti può anche interessare

Metti un indice nel portafoglio

“Gli Etf non sono necessariamente un’alternativa ai fondi comuni, ma possono contribuire a rende ...

Come rimodulare un portafoglio obbligazionario con gli ETF

La prossima riunione della Banca centrale che guida nei fatti l’orientamento della politica mo ...

Bellingeri (iShares): “ Mifid 2 e i vantaggi delle gestioni patrimoniali in Etf”

Sono soluzioni d’investimento studiate per i clienti facoltosi, ma possono essere adatte per il re ...