Un rimedio alla frenesia collettiva

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Gli investitori devono purtroppo fare i conti con due impulsi tipici dell’uomo che tendono a interferire con la capacità di prendere decisioni di investimento razionali

di Redazione30 giugno 2009 | 13:30

A cura di Nicholas Purves, Lance Ian e Kevin Murphy.
Team UK Equity Specialist Value di Schroders

Il primo è la ricerca della gratificazione immediata, che condiziona l’attività celebrale e porta a decisioni di investimento semplici e rapide mentre il secondo è la tendenza a non volersi sentire socialmente esclusi (con conseguente propensione a seguire la massa). Queste caratteristiche si traducono in diversi errori comportamentali detti anche bias che possono influire negativamente sulle decisioni di investimento. In questo articolo ne analizziamo sette tra i più comuni.

Ancoraggio

Il concetto di ancoraggio deriva dal bisogno di essere rassicurati ovvero dalla tendenza ad ‘ancorare’ i nostri pensieri a un punto di riferimento, anche se esso rischia di non avere alcuna pertinenza logica con la decisione da prendere.
Un esempio classico di ‘ancoraggio’ è illustrato da un esperimento condotto nel 19741. Ai partecipanti venne chiesto di indicare in che percentuale le Nazioni Unite erano costituite da paesi africani. Prima che gli intervistati rispondessero, veniva fatta girare una ruota della fortuna contenente numeri da 1 a 100 che si fermava invariabilmente a 10 o a 65. Il valore mediano delle risposte di coloro che vedevano la ruota fermarsi a 10 era 25, mentre era 45 per coloro che la vedevano fermarsi a 65. In effetti, gli intervistati, nel dare la risposta, sembravano condizionati da valori numerici (“punti di ancoraggio”) non pertinenti.

Spesso tale comportamento si riscontra anche sui mercati finanziari. Gli investitori sembrano spesso ancorare le loro decisioni di investimento alle quotazioni azionarie, a modelli o ai tassi di crescita anche se tali elementi non sono necessariamente rappresentativi dei trend futuri.

L’errore di conferma

L’espressione ‘bias di conferma’ o errore di conferma si riferisce all’idea che gli individui sono più propensi ad accettare gli elementi che sostengono le loro opinioni invece di quelli che le contraddicono.
Nell’ambito degli investimenti, il bias di confermare suggerisce che l’investitore sarà più propenso a ricercare informazioni che sostengano la propria idea preconcetta su una determinata azienda, o su un determinato settore o mercato, invece di quelle che la contraddicono. Di conseguenza, tale tendenza può spesso portare a processi decisionali sbagliati perché basati su dati di riferimento non obiettivi o incompleti.

Si nota ad esempio che gli investitori alla ricerca di titoli con quotazioni basse, sono portati a escludere immediatamente i titoli che a prima vista non hanno suscitato il loro interesse senza analizzarne più approfonditamente le caratteristiche. È tuttavia possibile che i motivi per cui valutano negativamente una determinata società siano ampiamente condivisi dal mercato, il che spiegherebbe quindi il livello basso della quotazione. Trovare qualcuno che la pensa diversamente da noi può essere un modo proficuo per non incorrere in questo errore.

Nel prossimo appuntamento affornteremo altri errori comuni, come l’errore di giudizio retrospettivo e l’eccesso di fiducia

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