Rabitti Bedogni (OCF): “La nostra vigilanza? Sarà preventiva”

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Nella relazione del presidente OCF Carla Rabitti Bedogni svolta stamattina a Roma, alla Camera dei Deputati, sono emerse importanti anticipazioni su come saranno svolte le funzioni di vigilanza oggetto di delega da parte della Consob. La collaborazione con la Guardia di Finanza.

Marco Muffato di Marco Muffato6 luglio 2017 | 12:30

Una relazione di grande respiro sul presente e futuro dell’Albo unico dei consulenti finanziari, quella letta stamattina da Carla Rabitti Bedogni (nella foto) presidente di OCF, a Montecitorio in una sala gremita di esponenti del mondo politico e istituzionale. Al tavolo della presidenza erano presenti, tra gli altri, i massimi rappresentanti delle tre associazioni di categoria soci fondatori dell’Apf prima e dell’Ocf poi: Maurizio Bufi (Anasf), Matteo Colafrancesco (Assoreti) e Gianfranco Torriero (Abi). Una relazione che inizia a svelare i contorni dell’attività dell’Organismo a partire del prossimo anno, con le nuove funzioni di vigilanza che saranno delegate dalla Consob.

Il ruolo dei consulenti in tempi di incertezza. Dopo i ringraziamenti  di rito (alla vicepresidente della Camera dei deputati Marina Sereni, ad Anna Genovese della Consob, al Presidente della VI Commissione Permanente Finanze e Tesoro del Senato, Mauro Maria Marino, alla stessa struttura e agli organi istituzionali di OCF) la Rabitti Bedogni ha ricordato le grandi difficoltà del 2016, anno della Brexit “Gli operatori economici hanno dovuto operare in condizioni di incertezza. In questo contesto, appare fondamentale il ruolo dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede e dei consulenti finanziari autonomi che devono riuscire, attraverso elevata competenza, professionalità, affidabilità ed esperienza a indirizzare i risparmiatori verso scelte di investimento adeguate e consapevoli”.

Il rapporto con FinTech e Robo advisor. C’è un nuovo tema su cui è vivo un forte dibattito e riguarda la tecnologia e la digitalizzazione, il cosiddetto FinTech. Per il presidente OCF “I consulenti finanziari prestano il loro servizio in un mercato ormai permeato di tecnologia e volto alla digitalizzazione. La tecnologia sta rivoluzionando il settore finanziario. L’innovazione può, da un lato, portare benefici per i consumatori aumentando la scelta di servizi di più semplice uso e accessibilità, dall’altro, però, il repentino sviluppo delle FinTech, e soprattutto della consulenza automatizzata, pone alcune criticità per quanto riguarda la gestione dei rischi, la comunicazione di informazioni adeguate ai risparmiatori e la previsione di idonee tutele per questi ultimi”. E conseguentemente per Rabitti Bedogni “la consulenza automatizzata  – robo advice – rappresenta un supporto ulteriore per l’investitore ma non può certamente sostituire il contatto diretto tra il consulente, persona fisica, e il cliente risparmiatore”.

Risparmiatori poco preparati, il cf è indispensabile. Il presidente OCF ha poi aggiunto che “Gli studi di finanza comportamentale ci confermano che l’investitore retail italiano è poco preparato, spesso poco interessato, debole e bisognoso di una tutela specifica: per lui ricevere raccomandazioni di elevata professionalità è indispensabile”.

 L’importanza della Mifid 2 e della Legge di Stabilità 208.  Per quanto riguarda gli adempimenti normativi, la Rabitti Bedogni ha ricordato che “Con il recepimento della direttiva Mifid 2, oltre alla razionalizzazione dell’intera disciplina, si porta a termine il percorso legislativo iniziato con la Legge di Stabilità 208 del 2015 grazie a una lungimirante iniziativa del presidente Mauro Maria Marino e dell’Onorevole Lucrezia Ricchiuti”.  Il presidente OCF infatti ha spiegato che con la 208 è stata scritta “una pagina davvero importante per la tutela dei risparmiatori, la razionalizzazione del settore e l’economicità dell’esercizio dell’azione amministrativa”. In particolare la Rabitti Bedogni ha affermato che “Il decreto legislativo di recepimento di Mifid II, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, conferma quanto già previsto dalla legge 208 e cioè che a OCF sono conferite le funzioni di tenuta dell’albo unico dei Consulenti Finanziari abilitati all’offerta fuori sede, dei consulenti finanziari autonomi e delle società di consulenza finanziaria. Allo stesso Organismo sono trasferite le funzioni di vigilanza sugli iscritti all’albo. La Consob, a sua volta, vigilerà sull’OCF secondo modalità, dalla stessa stabilite, improntate a criteri di proporzionalità ed economicità dell’azione di controllo e con la finalità di verificare l’adeguatezza delle procedure interne adottate da OCF per lo svolgimento dei compiti a questo affidati”.

La vigilanza preventiva. Tra i passaggi più interessanti della Relazione della Rabitti Bedogni riguardano le funzioni di vigilanza delegate dalla Consob. “L’Organismo potrà avvalersi della collaborazione della Guardia di Finanza nello svolgimento delle funzioni di vigilanza informativa e ispettiva”, ha esordito sul tema la presidente OCF. “Le notizie in possesso dell’Organismo in ragione delle sue funzioni di vigilanza saranno coperte dal segreto d’ufficio; le determinazioni dell’Organismo saranno rese pubbliche, così come già era previsto per l’attività di vigilanza svolta dalla Consob”.La Rabitti Bedogni ha ricordato quindi che “Al fine di svolgere in modo efficiente le funzioni di vigilanza allo stesso attribuite, OCF si sta già organizzando istituendo uffici dotati di risorse in grado di svolgere le nuove funzioni. L’approccio di vigilanza sarà di tipo “risk-based” e si darà quindi priorità alle situazioni che presentano maggiori profili di rischio, istituendo, grazie al forte impegno del vice presidente Marco Tofanelli, un sistema di vigilanza preventiva che ci auguriamo consenta di intervenire in modo tempestivo ed efficace”.

La struttura organizzativa. Il presidente OCF ha contestualmente chiamato in causa l’altro vice presidente Elio Conti Nibali che “con altrettanto impegno, si sta occupando dell’organizzazione delle sezioni del nuovo albo e delle relative modalità di accesso. L’Organismo si sta dotando della struttura organizzativa adeguata alle nuove funzioni. È previsto un ampliamento dell’organico e importanti investimenti in risorse informatiche a supporto del lavoro degli Uffici”.

 Trasferimento funzioni? Nel primo semestre 2018 (si spera). Ma quali saranno i tempi per l’attuazione delle funzioni delegate da Consob a OCF? Per la Rabitti Bedogni “Il recepimento di Mifid II consentirà a Consob di procedere a emanare la regolamentazione attuativa e agli adempimenti necessari per il trasferimento delle funzioni che ci auguriamo divenga effettivo nel primo semestre del 2018”.

I cf e l’educazione finanziaria. Il presidente OCF si è anche soffermata sul “ruolo svolto dai consulenti finanziari”, che “consiste proprio nel trasferimento di conoscenze che consentano all’investitore di capire e ponderare il rischio che assumerà. Sotto tale profilo, meritano massimo apprezzamento alcune recenti iniziative legislative volte a promuovere politiche di alfabetizzazione finanziaria, come l’istituzione del Comitato di coordinamento per l’educazione finanziaria costituito da rappresentanti sia delle Autorità di vigilanza di settore, ivi incluso l’OCF, sia dei risparmiatori”.

Azzerare la delinquency. La Rabitti Bedogni ha concluso il suo intervento sottolineando come  “La sfida più importante riguarda da vicino OCF che dovrà esercitare le funzioni di vigilanza sugli iscritti all’albo unico dei consulenti finanziari con rigore, indipendenza e professionalità a tutela del risparmio e del mercato. OCF, come detto, sta dedicando ingenti risorse alla realizzazione del progetto di vigilanza: è interesse dei consulenti, dell’industria e, non da ultimo, dei risparmiatori che esso sia efficiente. Solo puntando ad azzerare il tasso di delinquency – già tra i più bassi del mercato – potremmo essere orgogliosi di aver fatto un buon lavoro.

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