T.Rowe Price: emergenti e azionario Usa sotto i riflettori

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Se ne è discusso ieri alla conferenza annuale T. Rowe Price Perspectives, che ha visto due dei principali gestori dell’asset manager statunitense incontrare gli addetti ai lavori.

Chiara Merico di Chiara Merico16 maggio 2018 | 09:53

UN ANNO DI CAMBIAMENTI – Il 2018 è iniziato all’insegna di importanti novità per l’obbligazionario e l’azionario Usa, due tra le asset class più importanti per gli investitori. Se ne è discusso ieri alla conferenza annuale T.Rowe Price Perspectives, che ha visto due dei principali gestori dell’asset manager statunitense incontrare gli addetti ai lavori.

FINE DEL GOLDILOCKS – Per quanto riguarda il fixed income, si avvicina la fine del cosiddetto periodo Goldilocks. Ne è convinto Ken Orchard, co-gestore del fondo T. Rowe Price Diversified Income Bond, che ha sottolineato:Nel 2018 abbiamo assistito ad una serie di fattori che hanno cambiato il contesto per i mercati obbligazionari: il rallentamento della crescita a livello globale, l’inflazione in aumento, l’irrigidimento delle politiche monetarie che implica a sua volta una volatilità maggiore nell’immediato futuro”. Per Orchard “il ritorno della volatilità, a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi, non rappresenta in realtà una sorpresa, il quantitative easing e in generale le politiche accomodanti delle banche centrali negli ultimi anni hanno avuto un grande impatto sui livelli contenuti di volatilità nei mercati che hanno caratterizzato questo periodo”. Da questo punto di vista, secondo il gestore, gli investitori dovranno imparare a fare a meno senza rete di sicurezza: e la scommessa è trarre vantaggio dalle politiche monetarie divergenti. “In questa fase riteniamo che i mercati emergenti rappresentino una delle migliori opportunità, grazie anche ai prezzi delle commodity in aumento. Continuiamo a ritenere che questa area possa offrire delle buone performance nel prossimo futuro”, ha concluso Orchard.

UN MERCATO IMPRESCINDIBILE – “Il mercato azionario Usa è imprescindibile nei portafogli, è il più dinamico e interessante”, ha spiegato Donato Savatteri, country head Italy di T.Rowe Price. “Ogni anno si dice che sia arrivato alla frutta e ogni anno puntualmente lo ritroviamo tra i top performer”. In questa asset class investe il fondo T. Rowe Price US Large Cap Growth Equity. “Trovarsi dal giusto lato del cambiamento è di vitale importanza, cerchiamo quindi di investire in quelle società che a nostro parere stanno veicolando il cambiamento, sfruttandone le potenzialità”, ha sottolineato Taymour Tamaddon, gestore del fondo. “Tra i primi dieci titoli del fondo T. Rowe Price US Large Cap Growth Equity troviamo infatti nomi molto importanti in quest’ottica, come Amazon, Alphabet, Microsoft e Facebook, di cui siamo tra i primi cinque investitori”. Per Tamaddon “il 2017 è stato un anno molto positivo per l’azionario large cap: una combinazione di bassi tassi di interesse e inflazione artificialmente contenuta l’ha reso un anno di ottime performance, creando al contempo un contesto estremamente raro. Al momento – ha precisato il gestore – il rischio maggiore per i mercati azionari sono le politiche monetarie, nel caso degli Stati Uniti per esempio prevedere in anticipo il grado esatto a cui ammonteranno i prossimi rialzi della Fed è difficile e implica un rischio non indifferente per i mercati. Tra le migliori opportunità che troviamo al momento nel segmento large cap dell’azionario USA a livello settoriale, troviamo il settore tecnologico, quello dei consumi al dettaglio, i new media, il settore della salute e quello degli industriali”.


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