Salone del Risparmio, pronti via!

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Parte domani, 11 aprile, la consueta manifestazione organizzata da Assogestioni, con il titolo “Inseguendo la crescita. Risparmio, investimenti, politiche di sviluppo”.

Andrea Giacobino di Andrea Giacobino10 aprile 2017 | 10:47

SALONE 2017 –Prende via domani, 11 aprile, per concludersi il giorno 13, il Salone del Risparmio 2017, manifestazione organizzata da Assogestioni presso il MiCo di via Gattamelata  a Milano.

Il titolo del Salone di quest’anno è: “Inseguendo la crescita. Risparmio, investimenti, politiche di sviluppo” . L’evento accende i riflettori sul futuro dell’Italia, per affrontare e comprendere le esigenze di stabilità e crescita. Quest’anno l’attenzione si focalizza sul mix di politica monetaria e politica fiscale necessario al Paese e alla sua crescita strutturale. Infatti risparmio, investimenti e politiche di sviluppo sono tre leve strategiche per inseguire la crescita, favorire la ripartenza e supportare l’economia reale. L’industria del gestito vuole continuare a partecipare attivamente a questo processo mettendo in campo tutti i suoi strumenti attraverso per esempio i piani individuali di risparmio, contenitori di risparmio agevolati fiscalmente che veicolano una parte di risorse verso le piccole-medie imprese.

La manifestazione milanese giunge in un momento di grandi sommovimenti nell’industria mondiale dell’asset management. Nello scorso autunno Janus Capital è convolato a nozze con Henderson, poche settimane dopo UniCredit ha venduto Pioneer ad Amundi e il 2017 si è aperto con da una parte la grande operazione di fusione tra Aberdeen e Standard Life che ha creato il primo gruppo di gestione inglese e dall’altra l’annuncio da parte di Deutsche Bank che collocherà una quota della sua unità di risparmio gestito. Quasi a cavallo tra l’anno passato e quello in corso non si può non ricordare un’operazione studiata ma poi abortita come il merger tra Intesa Sanpaolo e Assicurazioni Generali, in cui avrebbe giocato un ruolo forte la messa a fattor comune dell’industria della gestione dei due gruppi.

Anche se poi Intesa ha condotto a termine con successo la vendita del suo 50% di Allfunds. Le operazioni Janus-Henderson e Aberdeen-Standard Life sono state correttamente interpretate come difensive. Difesa nei confronti di cosa? Del crescente successo della gestione indicizzata o passiva che ha in Vanguard il suo campione, ma che vede protagonista importante anche BlackRock con iShares. Il contesto di tassi bassi e le crescenti delusioni in termini di performance rispetto al benchmark da parte dei money manager attivi hanno determinato negli anni scorsi – e ancor più determineranno in quelli futuri – un progressivo spostamento degli investimenti dall’uno all’altro stile di gestione, avvantaggiato quest’ultimo anche da costi ridotti per il risparmiatore finale. Davanti a questa sfida il panorama dell’industria del risparmio gestito italiano è ancora contrassegnato da un certo “nanismo”, mentre permangono irrisolte alcune questioni relative agli asset di gruppi minori (Aletti Sgr) o importanti (Arca Agr).

La cessione di Pioneer ai francesi e quella più recente della metà di Allfunds a un fondo di private equity e a un fondo sovrano fanno capire che il nanismo prolungato comporta nell’attuale situazione di mercato il rischio per gli operatori che restano piccoli di dover essere venduti per sopravvivere, con quello che ne consegue in termini di “sinergie” che passano in primo luogo dal taglio del personale. “Inseguendo la crescita” quindi è un tema bellissimo per un Salone del Risparmio, ma vale come parola d’ordine per innescare anche in Italia un processo virtuoso di m&a nell’industria del risparmio gestito, se non vogliamo vederla colonizzata pezzo per pezzo.

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