Montagne russe sui mercati

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La giornata di ieri ci ha mostrato pesantezza, sia su borse, sia su commodities e sia sui cambi dopo un report redatto da…

di Redazione30 marzo 2012 | 08:12

La giornata di ieri, nonostante le buone notizie arrivate dall’asta di titoli di stato italiani, ci ha mostrato pesantezza, sia su borse, sia su commodities e sia sui cambi dopo un report redatto da Citi sulla situazione della Spagna, che è stata indicata come possibile candidata a dover ricevere degli aiuti concreti dall’Unione Europea e dopo che l’agenzia di rating S&P ha confermato gli out look negativi sul Paese. Le borse europee hanno accusato il colpo e hanno chiuso in territorio negativo, con il Ftse Mib top performer (purtroppo in negativo del 3.3%) spinto dalle forti perdite sui bancari.

Nel tardo pomeriggio però il mercato ha mostrato delle forti reazioni che hanno visto partire consistenti vendite di dollari americani a favore di acquisto di attività di rischio, ed in questo senso sia le valute ad “alto rendimento” (eur, gbp, aud e cad) sia le commodities ne hanno beneficiato. La volatilità è altissima ed i cambiamenti del sentiment degli investitori sono altrettanto veloci ed avvengono intorno ai punti tecnici importanti e seguiti dagli investitori istituzionali. Il mercato non è ancora pronto per prendere posizionamenti di medio e l’incertezza la farà ancora da padrona. Un’ulteriore fattore di preoccupazione arriva dall’America dove, dopo le ultime parole di Bernanke, si comincia a temere per la tenuta della ripresa a stelle e strisce.

EurUsd
Dopo la breve escursione dell’eurodollaro ieri, di 30 pip, oltre la trendline di supporto (passante a 1.3280) che in teoria avrebbe dovuto portare ad un calo maggiore, ci troviamo ora con i prezzi già in direzione opposta alla ricerca del livello di massimo toccato negli ultimi giorni, 1.3370. Inspiegabilmente, aggiungeremmo, forse assisteremo prima ad un movimento di breakout a rialzo piuttosto che ad un’interruzione decisa del trend positivo.

UsdJpy
In un momento di aumentata incertezza la valuta nipponica torna ad essere interessante, portando quindi il cambio UsdJpy su livelli di minimo delle ultime settimane di trading. In generale notiamo come l’area che gravita intorno a 82 figura sia, nonostante superata di qualche punto, ancora interessante per comprendere se si tratti o meno di un’inversione di trend. L’obiettivo, in caso di conferma, si troverebbe a 81.10 (il 38.2% di ritracciamento del movimento in salita compiuto da
inizio febbraio a metà marzo), mentre per ritornare positivi sul cambio si dovrà attendere la rottura della trendline ribassista che dal doppio top di 84.15 spinge a ribasso il cambio e che nelle prossime ore si troverà a passare a 82.75 (dove vediamo anche transitare le due medie a 100 e 200 all’interno di un grafico orario).

EurJpy
La conferma dell’importanza del livello di 110, sul cambio EurJpy, è arrivata nei giorni scorsi come supporto statico, nonché questa notte come livello di resistenza statica. Dopo la rottura di ieri, infatti, abbiamo assistito ad un tentativo di ripresa dei prezzi andati proprio a cozzare (a 10 pip di distanza a dire il vero) con il livello appena visto. 108.55 e 110 sono così diventati i due livelli più interessanti per un trading di giornata.

GbpUsd
Seguendo le orme di eurodollaro, il cable ha potuto mettere a segno una veloce ripresa da ieri sera andando ad avvicinarsi al livello di resistenza statica posto a 1.60, dove troviamo il massimo di tre giorni fa ed il massimo di fine febbraio. Al pari dell’euro, del tutto inaspettatamente, sembra che avremo prima a che fare con una rottura del livello di resistenza piuttosto che ad un’interruzione del trend in salita in atto da metà mese (1.59 supporto dinamico per oggi).

EurChf
Momenti concitati ieri sul franco, contro euro, quando i prezzi sembravano volessero andare all’attacco del minimo di riferimento di 1.2030. In realtà si sono fermati a 1.2045, andando comunque a raggiungere il minimo del 1° marzo. La situazione di fondo non cambia: nonostante vi siano un numero impressionante di posizioni lunghe i prezzi non si allontanano dal livello obiettivo della SNB… ci chiediamo cosa possa capitare se la Banca Centrale si dovesse “distrarre” un attimo”!

AudUsd
La situazione del medio-lungo periodo sul dollaro australiano non varia. Il trend è sempre negativo con rimbalzi come quello che abbiamo notato da ieri sera. Non riuscendo a prevedere questo tipo di movimenti continuiamo ad affidarci a livelli consolidati: nello specifico i due estremi del canale ribassista che passano oggi a 1.05 e 1.0260.

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