Eurizon-BlackRock, le ragioni di un’alleanza

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Luigi Dell'Olio di Luigi Dell'Olio 25 Luglio 2018 | 09:24
Tutti i motivi che potrebbero spingere le due società dell’asset management a siglare un’intesa.

L’articolo è stato pubblicato il 13 luglio sull’ultimo numero del mensile ASSET CLASS

Ormai non è più in dubbio il se, ma solo il quando. Negli ultimi mesi sono diventati più fitti i colloqui tra BlackRock e Intesa Sanpaolo per l’ingresso del numero uno mondiale del risparmio gestito (asset under management per 6,2 trilioni di dollari) nel capitale di Eurizon Capital, sgr controllata al 100% dal gruppo di Ca’ de Sass, con un valore a bilancio di 3,1 miliardi di euro.

LA RATIO DELL’OPERAZIONE – Sia chiaro che noi vogliamo crescere nel risparmio gestito, non ridimensionarci”, ha sottolineato il ceo della banca italiana Carlo Messina, smentendo così le voci circolate in passato su un progressivo disimpegno da quello che è un business molto promettente, dato che ha un ridotto assorbimento di capitale ed è a basso rischio. Eurizon attualmente è il secondo player nel mercato italiano del risparmio gestito alle spalle del leader Generali Investments (società che fa capo alla compagnia assicurativa del Leone), con masse gestite per 310 miliardi di euro e con l’obiettivo
di salire a quota 400 miliardi entro il 2021. È un target che consentirebbe a Eurizon di raggiungere un peso tale da poter competere con i big europei, in un mercato dove le economie di scala saranno sempre più importanti per fronteggiare il calo della marginalità imposto dalla crescente concorrenza e dalla direttiva europea Mifid 2 (entrata in vigore il 3 gennaio 2018). Alleandosi con Eurizon, dal canto suo BlackRock si rafforzerebbe in maniera significativa nel mercato italiano (dove attualmente è sesta con aum per 74 miliardi), che è tra quelli con il maggiore potenziale di sviluppo, considerato che il nostro Paese ha uno stock di risparmio privato di 4.500 miliardi di euro, a fronte di portafogli ancora molto esposti verso soluzioni conservative.

LE IPOTESI IN CAMPO – L’operazione dovrebbe concretizzarsi
con l’acquisto, da parte di BlackRock,
di una quota di Eurizon intorno al 10%. Questo come primo step, dato che successivamente potrebbe salire al 20% o anche al 30%. Quanto alla valorizzazione totale della società, le stime degli analisti sembrano abbastanza convergenti intorno a quota 4 miliardi di euro. Banca Akros arriva a questo numero partendo dagli utili netti, che si aggirano sul mezzo miliardo di euro all’anno, per poi stimare un rapporto prezzo/utili di otto volte.

Per Ca’ de Sass l’incasso atteso da questa eventuale cessione di una quota del 10% della controllata dovrebbe ammontare a circa 400 milioni di euro, con una plusvalenza quindi di 90 milioni. Non si tratta di una cifra considerevole ma, come detto, l’operazione non serve a fare cassa, piuttosto a crescere.

NUOVI ORIZZONTI – Nel business del risparmio gestito retail, sottolinea un report di Mediobanca Securities, una joint venture tra l’istituto capitanato da Messina e il gruppo americano guidato da Larry Fink darebbe vita a un gruppo aggregante nel mercato Ue, potenziale hub per altre piattaforme bancarie sul genere di Amundi (che sta puntando
 con decisione sull’Italia, come dimostra l’acquisizione di Pioneer Investments da UniCredit avvenuta lo scorso anno).

Nel segmento relativo alle gestioni istituzionali e ai grandi patrimoni, concludono gli analisti, l’accordo con BlackRock potrebbe essere utile a Eurizon per cercare spazi sul fronte degli asset meno liquidi come gli npl, le pmi e l’immobiliare.

 

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