Barack Obama frena la Bad Bank americana

A
A
A
Biagio Campo di Biagio Campo 3 Febbraio 2009 | 09:45
Per la costituzione della bad bank bisogna ancora definire punti chiave quali il prezzo al quale lo stato dovrà comprare gi asset tossici nei bilanci delle banche e la garanzia che gli istituti aumentino l‘offerta di credito, a fronte degli aiuti ricevuti. Intanto, anche in Europa si discute l’ipotesi di creare una bad bank.

Nel discorso di ieri alla Nbc, il presidente Obama ha preso tempo sulla costituzione della bad bank ed è tornato nuovamente a puntare il dito contro i compensi percepiti dai manager di Wall Street.
Il primo punto da definire per la costituzione della bad bank pubblica è il prezzo al quale lo stato dovrà comprare gi asset tossici ancora nei bilanci delle banche Usa. Si teme infatti che gli istituti non abbiano completamente eseguito le svalutazioni, per ottenere un maggior compenso dal tesoro americano, a fronte del conferimento degli asset tossici; sarà inoltre fondamentale che le banche riversino effettivamente sull’economia reale, attraverso un aumento del credito offerto, le risorse ricevute a seguito del conferimento degli asset.
La Fed ieri ha pubblicato uno studio nel quale si evidenzia come il 65 per cento delle banche abbiano adottato politiche restrittive nell’erogazione del credito, nonostante gli ingenti aiuti ricevuti dal piano [a]Tarp[/a], con un grave danno per l’economia, ancora non pienamente quantificato.

Continuano gli incontri tra il segretario del tesoro [p]Timothy Geithner[/p], il presidente della Fed [p]Ben Bernank[/p]e, Lawrence Summers, capo economista della casa bianca e [p]Sheila Bair[/p], presidente della Federal Deposit Insurance, l’ente che dovrebbe guidare la bad bank, tuttavia le tempistiche sembrano essersi allungate e difficilmente verrà presa una decisione nei prossimi giorni.

L’ipotesi della bad bank viene attualmente discussa anche in Europa, e sembra essere l’unica alternativa alla nazionalizzazione degli istituti, come avvenuto nel Regno Unito per [s]Royal Bank of Scotland[/s], a fronte della crisi finanziaria che ha intaccato la fiducia degli investitori internazionali.

L’idea di fondo della bad bank è che le banche vendano gli asset tossici ad una nuova istituzione (bad bank) a controllo e capitale pubblico, la quale provvede a conservare e gestire le attività, nella speranza che una volta superata la crisi, possano ritrovare parte del valore ed essere collocati gradualmente sul mercato.
L’impegno economico del settore pubblico è quindi ingente, risulta quindi necessario stabilire regole per definire il quadro regolamentare per un’istituzione di nuova costituzione.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Unipol sugli scudi dopo annuncio creazione bad bank

L’Eba propone una bad bank europea

Bad bank, sì all’accordo con la Ue

NEWSLETTER
Iscriviti
X