Consulenti indipendenti – Quanta confusione

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di Matteo Chiamenti 11 Novembre 2009 | 13:20
Maila Bozzetto, della veneta IMad2, esplicita le differenze palesi tra professionisti in materia di consulenza. Tratto dal blog di Nafop.

Non ho potuto non soffermarmi e leggere con attenzione la pagina 10 de Il Sole 24 Ore di venerdì 30 Ottobre. Si trattava di una pagina di informazione pubblicitaria. Era intitolata: “Consulenza finanziaria per ogni cliente”. La parola “consulenza” appariva una decina di volte nell’intera pagina. Addirittura l’esame per promotore finanziario è diventato l’esame per consulente finanziario (che abbiano aperto l’albo solo per loro a nostra insaputa???).
Ovviamente, e per fortuna, mancava un aggettivo importante ad affiancare la parola consulenza: indipendente.

Infatti non metto in dubbio che i promotori e i private banker non prestino consulenza ai propri clienti, anzi! Il problema è che quella consulenza non è indipendente e disinteressata, ma pagata a carissimo prezzo attraverso i prodotti che vengono fatti acquistare dal cliente (sull’argomento è intervenuto anche Plus del giorno successivo con un approfondimento sulla consulenza). Io ho avuto occasione di analizzare portafogli di clienti della rete che si pubblicizzava in questa famosa pagina. Prodotti con costi impliciti superiori al 3% annuo sono diffusi. Non lo dico solo io: in alcuni casi il costo è esplicitato nel prospetto informativo del prodotto stesso.

Si tratta quindi di consulenza molto ben remunerata. E qui mi aggancio per un’altra riflessione, che scaturisce da una recente esperienza personale. Si presenta più volte in ufficio un signore molto benestante, abituato a gestire da sé i propri risparmi e che quindi si tiene aggiornato in materia finanziaria. Data la sua propensione molto avversa al rischio, che lo porta ad investire in strumenti a bassissimo rendimento, non ritiene di dover “pagare” per una consulenza completa (cioè consigli di investimento e successivo monitoraggio periodico continuativo). Perciò gli propongo di effettuare incontri periodici per discutere di scenari macroeconomici o argomenti a suo piacere. La fee che gli propongo per più incontri suddivisi nell’anno è di circa lo 0,12% annuo sul suo patrimonio.

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