Imbriale (IPB): pf, lanciatevi nel “fee-only”

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di Redazione 12 Gennaio 2010 | 14:45
Con una raccolta netta procapite di due milioni, la società guidata da Roberto Imbriale lancia una provocazione ai promotori finanziari. Apritevi alla consulenza.

Non può che ritenersi soddisfatto Roberto Imbriale, amministratore delegato di Independent Private Bankers. Infatti la società ha annunciato di aver chiuso l’anno con risultato più che positivi. L’amministratore delegato ha affermato che pur trattandosi di risultati, che a una lettura superficiale, possono sembrare non degni di nota, per una start-up sono altro che positivi.  

 

«L’ anno 2009 è stato per la nostra sim un anno molto importante per varie motivazioni. Infatti abbiamo visto crescere gli stock di oltre il 30%, e il fatturato del 40% arrivando a 2,1 milioni. Contiamo inoltre di raggiungere per il 2010 un fatturato di 3,2 milioni».

Ma non sono stati soltanto i risultati che sono cresciuti. Anche la struttura, che recentemente ha aperto una sede anche a Lecce, è cresciuto del 50%. Oggi il numero di bankers attivi presso la società è di 40 persone. «Questo dato è molto importante perché prendendo come riferimento i dati di raccolta netta delle reti aderenti ad Assoreti, risulta che la nostra sim sia quella con raccolta netta procapite più alta, ossia pari a 2 milioni di euro». 

Ed è partendo da questi dati che Imbriale si lancia in una riflessione sul mercato delle reti tradizionali. «Le reti tradizionali hanno cominciato a parlare  o in alcuni casi a rendere operativa la consulenza  a parcella certificando cosi’ la validità del nostro progetto. Le domande che io mi faccio e che voglio fare al mercato sono le  seguenti: ma se tutte le grandi reti hanno dovuto  accettare l ‘evoluzione del mercato e quindi che il presente / futuro  sara’ caratterizzato da un cliente disposto a pagare una parcella in cambio di una oggettiva qualità e non di un marchio o di un prodotto, per quale motivo un promotore dovrebbe accettare di  rimanere in una grande rete  dove nella maggior parte dei casi non solo non usa il marchio per coinvolgere il suo cliente, ma dove un oggettivo conflitto di interessi potrebbe minare il rapporto con il suo cliente?» si chiede Imbriale.

 

Per Imbriale la strada da seguire per i promotori è quella di aprirsi alla consulenza, aderendo a strutture nella quale poter svolgere una vera e propria consulenza. Una strada che però non sembra essere seguita da molti. 

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