Derivati, Banco Napoli e Mps nei guai con la Guardia di Finanza

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di Redazione 13 Gennaio 2012 | 15:02
Nell’ambito di un’inchiesta che vede 60 indagati tra dirigenti e responsabili di istituti di credito, le Fiamme Gialle di Molfetta hanno sequestrato…

Banco di Napoli e Mps nel mirino della Guardia di Finanza. Nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla procura di Trani – che vede 60 indagati tra dirigenti e responsabili di istituti di credito – le Fiamme Gialle di Molfetta hanno sequestrato oggi strumenti derivati di tipo “interest rate swaps” per più di 220 milioni di euro, oltre ad altri quattro milioni di euro, presumibilmente frutto – spiega la Gdf – di un ingiusto profitto percepito da Banco di Napoli (gruppo Intesa SanPaolo) e da Monte Paschi di Siena.

Sotto sequestro sono finiti inoltre, come ha fatto sapere la Gdf, sei milioni di euro “relativi ai prevedibili flussi derivanti dai contratti in essere”. I due colossi bancari, contattati dall’agenzia di stampa Reuters, non sono al momento raggiungibili per un commento. Gli strumenti derivati su tassi d’interesse sono contratti in cui due parti si accordano per scambiarsi reciprocamente, a scadenze prestabilite, flussi finanziari, periodici o una tantum il cui ammontare è determinato di volta in volta applicando parametri di riferimento prestabiliti e vengono generalmente impiegati per eliminare l’incertezza di un contratto a tassi variabili.

Dalle indagini, che hanno interessato oltre 200 aziende della provincia di Barletta, Andria e Trani, è emerso che “gli istituti di credito interessati avevano proposto – e in alcuni casi imposto – alle imprese la sottoscrizione di contratti interest rate swaps descrivendoli come innocui prodotti di tipo bancario/assicurativo idonei a proteggere la posizione debitoria dell’azienda dal rischio di rialzo dei tassi di interesse, tacendo la vera natura speculativa delle operazioni”, spiega la Gdf. Nell’ambito dell’inchiesta, i direttori e i funzionari delle diverse filiali interessate sono accusati di truffa aggravata e in alcuni casi di estorsione, dal momento che la “sottoscrizione dei contratti derivati veniva posta come vincolo per la concessione di mutui o finanziamenti” richiesti dalle imprese clienti.

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