Stress test, in Italia rimandata solo Mps

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di Redazione 4 Ottobre 2012 | 07:15
Secondo i risultati diffusi dal l’Autorità bancaria europea, nel primo semestre la dotazione di capitale degli istituti del Vecchio Continente è cresciuta di…

SOLO QUATTRO NON PASSANO IL TEST – L’Eba rimanda a settembre quattro banche europee, tra cui l’italiana Mps. Ma per gli altri istitutii del Vecchio Continente lo stress test si può dire superato. È quanto ha annunciato l’Autorità bancaria europea, che a dicembre 2011 aveva chiesto alle banche di rafforzare la propria posizione patrimoniale  portando il loro indice core tier 1 sopra la soglia del 9% entro giugno 2012: nel primo semestre, fa sapere l’Eba, la dotazione di capitale degli istituti europei è cresciuta complessivamente di oltre 200 miliardi di euro, di cui 116 miliardi raccolti tramite misure sul capitale e la mancata distribuzione di utili e la restante parte tramite i fondi iniettati nelle banche greche e in una spagnola.

I RISULTATI DELLE ITALIANE – Tra le italiane hanno superato il test UniCredit (core tier 1 al 9,86%), Intesa Sanpaolo (core tier 1 al 10,07%), Ubi Banca (9,24%) e Banco Popolare (9,61%) , mentre per Mps rimane una carenza di capitale per 1,73 miliardi. La banca senese, che al 30 giugno aveva un core tier 1 del 7,2%, avrà tempo fino a dicembre – insieme alle cipriote Cyprus Popular e Bank of Cyprus e alla slovena Nova Kreditna Banka Maribor – per dimostrare di aver iniettato denaro sufficiente a soddisfare i criteri prescritti.

IL COMMENTO DI MPS – Banca Mps “prende atto dell’annuncio effettuato dall’Autorità Bancaria Europea e dalla Banca d’Italia”, ha fatto sapere Rocca Salimbeni, precisando tuttavia che, nel calcolo dell’ammontare finale degli aiuti di Stato che verranno erogati, “si devono considerare la cessione di Biver Banca e la plusvalenza derivante dall’operazione di riacquisto di titoli subordinati, che essendo state avviate prima del 30 giugno 2012, ridurrebbero lo shortfall a 1,44 milioni di euro”.

LA VOCE DI UNICREDIT – Soddisfatto da parte sua l’a.d. di UniCredit, Federico Ghizzoni, che ha commentato: “La nostra banca ha saputo portare a termine con successo misure di rafforzamento patrimoniale con operazioni di mercato – dall’aumento di capitale al riacquisto di bond subordinati – e azioni di ottimizzazione dei rischi. Tutto ciò consente a UniCredit di essere oggi una grande banca commerciale europea con una eccellente solidità patrimoniale”.

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