Che grana per Credit Suisse: 1.300 clienti italiani sul piede di guerra

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di Chiara Merico 16 Febbraio 2016 | 09:11
Secondo Il Sole 24Ore la vicenda riguarda quei clienti che non hanno avuto accesso alla procedura della voluntary disclosure.

LA VICENDA LEGALE – Molti investitori italiani hanno scelto di adire le vie legali contro Credit Suisse, accusata di non aver offerto loro la chance di un risparmio fiscale. Secondo quanto riferisce Il Sole 24Ore, la vicenda riguarda 1300 clienti, contraenti della polizza “Bermuda”, che erano stati contattati dall’Agenzia delle Entrate nel dicembre 2014 a seguito di un’operazione della Guardia di finanza. L’operazione si chiuse tre giorni prima dell’entrata in vigore della legge sulla voluntary disclosure, e in questo modo i 1300 clienti della banca svizzera non ebbero la possibilità di accedere alla sanatoria fiscale. Ora sono passati al contrattacco, chiedendo alla Pretura di Lugano di ingiungere alla banca di rivelare se i nomi dei clienti fossero già noti alle autorità fiscali italiane. Se Credit Suisse sapeva del blitz della Gdf, spiega il quotidiano finanziario, aveva l’obbligo di diligenza contrattuale di avvisare il cliente, per permettergli quantomeno di prevenire l’ulteriore danno derivante dall’indagine penal-fiscale. I clienti italiani starebbero depositando decine di citazioni contro Credit Suisse, per chiedere la restituzione della differenza tra le sanzioni pagate (più gli interessi) e quello che avrebbero risparmiato aderendo alla voluntary disclosure.

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